Percorso: Home - NEWS - NEWS n.26 XXX Stagione

Orchestra della Toscana

PRESENTATA LA 30° STAGIONE CONCERTISTICA dell'ORT
novembre 2010– maggio 2011


La Stagione Concertistica
2010/2011 dell’Orchestra della Toscana


Il programma è ideato da Aldo Bennici
15 concerti al Teatro Verdi di Firenze 40 i concerti in Toscana

Tante le proposte stilisticamente omogenee che portano linfa vitale al ricco patrimonio dell’Ort. Pagine di Mahler con Isaac Karabtchevsky: la Prima Sinfonia “Il Titano” per l’inaugurazione e il ciclo liederistico di Das Lied von der Erde per il Concerto di Pasqua.

Incastonate nella struttura compositiva del programma, che quest’anno attinge al romanticismo e soprattutto al tardo romanticismo ottocentesco,
sconfinando ai primi anni del Novecento, emergono altre esecuzioni di capolavori, nuovi, per il repertorio della formazione toscana:
la Deutsche Messe di Schubert e la Messa a 4 di Puccini per il Concerto di Natale, sul podio Giuliano Carella e sul palcoscenico con l’Ort il Coro del Maggio Musicale Fiorentino; la Sesta Sinfonia, la “Patetica” di Čajkovskij diretta da Thomas Dausgaard; Pelleas et Melisande di Sibelius con Patrick Gallois; alcuni concerti di Chopin, interprete al pianoforte Pietro De Maria; i Capricci di Paganini nella versione per orchestra di Edison Denisov, con Sergej Krilov al violino.
Altresì si ergono alcune pagine, tra le più belle e affascinanti della Francia musicale di Ravel, Saint-Saëns e di Bizet, accanto alle straordinarie atmosfere spagnole di De Falla, nonché un interessante accostamento tra il Concerto per violino di Beethoven e la Sinfonia in re maggiore di Cherubini con Gabriele Ferro sul podio.

Torna Uri Caine con la sua personale interpretazione delle Variazioni di Brahms su un tema di Händel.

Solisti eccellenti
come Francesca Dego, Anne Gastinel e per la prima volta Alessandro Carbonare. Le splendide voci di Romina Basso, Leonardo Caimi, Mirco Palazzi, Carolina Ullrich.

Grandi interpreti nel ruolo di direttori e solisti: Patrick Gallois e Sergej Krylov

Nomi prestigiosi per la prima volta sul podio dell’Orchestra della Toscana: Giordano Bellincampi, Julian Kovatchev, Joel Levi, e Helmut Rilling “ambasciatore nel mondo” di J.S.Bach.

Show divertente e ironico per il Carnevale con i Igudesman Joo, musicisti celebrati in tutto il mondo.

Le ospitalità: dalla Cina di Canton al Verdi di Firenze, la Guangzhou Symphony Orchestra
e nel mese di febbraio appuntamento con l’Orchestra da Camera di Mantova.

10 i concerti trasmessi da Rai Radio Tre
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La direzione di Isaac Karabtchevsky, che si è contraddistinta nel corso delle ultime stagioni per la proposta di programmi di grande interesse e di ottimo risultato interpretativo, quest’anno apre il calendario degli appuntamenti 2010/2011 con la Prima Sinfonia di Mahler “il Titano” nella versione da camera di Klaus Simon (il trascrittore della Quarta Sinfonia che tanto successo ha avuto nella passata edizione). E torna, in aprile, per il Concerto di Pasqua, con un gioiello della produzione mahleriana, Das lied von der Erde, lavoro sinfonico-vocale di struggente bellezza e testimonianza suggestiva della fusione tra le forme del lied e le forme della sinfonia.

Accanto alla dimensione inquietante e sublime del linguaggio di Mahler scorre parallelamente, nella struttura della Stagione, la riscoperta di aspetti meno noti di musicisti, che l’ORT peraltro ha sviscerato ampiamente nei suoi ormai trenta anni di vita artistica. È così che per l’appuntamento con il Concerto di Natale figurano le opere di musica sacra di Schubert, Deutsche Messe e di Puccini, la Messa a 4 per soli, coro e orchestra. Sul podio Giuliano Carella, musicista di consolidata esperienza e apprezzato specialista del repertorio pucciniano. Con l’orchestra, è nuovamente sul palcoscenico, dopo una breve interruzione, l’illustre formazione corale del Maggio Musicale Fiorentino, istruita da Piero Monti. Voci soliste Leonardo Caimi tenore e Mirco Palazzi basso.

Con il direttore danese Thomas Dausgaard,
che nel 2003 condusse l’Orchestra della Toscana nella Quinta Sinfonia di Čajkovskij, l’Ort mette a segno un'altra novità per il suo pubblico e aggiunge al suo repertorio la Sesta Sinfonia di Čajkovskij, l’ultima della produzione sinfonica, scritta dal musicista pochi mesi prima della morte, e forse la più affascinante, pervasa com’è da una tristezza sconsolante che si spegne nella rassegnazione. Nella prima parte del programma un’opera della maturità mozartiana, il Concerto per clarinetto e orchestra K.622. Interprete, il bravissimo Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra di Santa Cecilia dal 2003 e applaudito solista alla Suntory Hall di Tokyo come alla Carnegie Hall di New York, nonché membro del Quartetto Bibiena, vincitore del Premio Abbiati 2003.

Con le musiche di scena composte da Sibelius per “Pelleas et Melisande”
il dramma teatrale più rappresentativo dell’estetica simbolista – che ha ispirato musicisti come Debussy, Fauré e Schönberg – Patrick Gallois, celebre flauto solista, per l’occasione anche sul podio, guiderà l’Ort nelle atmosfere della musica finnica per proseguire nel sinfonismo di Haydn con la Sinfonia n.101, “La Pendola”. In apertura Patrick Gallois, che torna all’Ort dopo una assenza di 15 anni, si farà interprete del Concerto K.314 , il secondo dei due concerti che il giovane Mozart dedica al flauto.

Alla scoperta di Chopin, il meno conosciuto, s’intona il concerto con Pietro de Maria, “pianista poeta” così appellato dalla critica, vincitore dei premi più prestigiosi e primo pianista italiano ad eseguire pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin: un successo per la Decca. De Maria, applaudito più volte dal pubblico dell’ORT, questa volta si presenta con tre brani scritti da Chopin per pianoforte con accompagnamento orchestrale, Grande Fantasia op.13, Krakowiak op.14 e l’Andante spianato e grande polacca brillante, pagine che esaltano il virtuosismo del solista.
Sul podio Julian Kovatchev, musicista bulgaro, premiato nel 1984, ultima edizione del Premio presieduto da Karajan, e oggi affermato direttore ospite di importanti orchestre per l’attività sinfonica e, per l’opera, dei maggiori enti lirici italiani, a partire dalla Scala. Attualmente è direttore ospite principale del Teatro Verdi di Trieste.

Nel marzo 2009 è stato accolto con grande calore dal pubblico nel Quinto Concerto di Paganini, ora Sergej Krylov, violinista di straordinaria bravura e musicalità, torna come direttore e solista con il Concerto in do maggiore di Haydn, quello che, tra i concerti scritti da Haydn per violino, si è imposto all’attenzione del pubblico per la piacevolezza dei temi e per la solidità della struttura. Subito dopo Krylov affronta 5 Capricci di Paganini nella trascrizione di Edison Denisov, e deponendo il violino guida l’Ort nella Quarta Sinfonia di Beethoven.

La Francia musicale, con suoi grandi maestri: Bizet, Saint-Saëns, Ravel è l’essenza del programma, diretto da Joel Levi, romeno di nascita e cresciuto in Israele (attualmente è il primo direttore ospite della Israel Philarmonic Orchestra). Accanto alla leggerezza e all’eleganza di pagine di Ravel (Le Tombeau de Couperin; Pavane pour une infante défunte) e la Sinfonia n.1 di Bizet, spicca il Concerto per violoncello di Saint-Saëns, l’op.33, per una solista di pregio, Anne Gastinel, francese doc, con una brillante carriera internazionale.

Le atmosfere calde e solari della tradizione musicale andalusa con le Siete canciones populares españolas per mezzosoprano e orchestra di Manuel De Falla rivisitate nel 1978 dal genio creativo di Luciano Berio. Interpretate da Romina Basso, voce specializzata nel repertorio barocco, come nelle pagine del Novecento, introducono ad un’altro capolavoro di De Falla, El Amor Brujo, straordinario ritratto paesaggistico dell’Andalusia, dove la voce umana appare in soli tre brani della Suite. Sul podio Giordano Bellincampi, musicista italo-danese, dal 2005 direttore musicale generale dell’Opera Nazionale Danese.

Interessante la composizione del programma scelto da Gabriele Ferro, musicista che dal 1998 raccoglie successi e consensi dal pubblico dell’ORT, che accosta Beethoven a Cherubini. Partendo dal celebre Concerto per violino e orchestra di Beethoven, l’op.61, nell’interpretazione della giovane Francesca Dego, beniamina di Salvatore Accardo, Ferro passa al compositore da lui molto amato (nel 2005, inaugurò la Stagione dell’Ort con il Requiem di Cherubini), proponendo l’unica Sinfonia del maestro fiorentino, naturalizzato francese, composta per la Royal Philharmonic Society (1815).

Direttore, pedagogo e ambasciatore nel mondo di J.S.Bach, Helmut Rilling
è per la prima volta ospite dell’Ort. Devoto alla musica di Bach e fondatore di prestigiosi ensemble è anche sostenitore appassionato della musica corale romantica e della musica contemporanea (Grammy Award 2000 per l’incisione del Credo di Penderecki). In programma per l’occasione toscana pagine di J.S.Bach, Suite n.3 e “Jauchzet Gott in allen Landen” cantata per soprano tromba e orchestra, solisti Carolina Ullrich e Eckhard Schmidt, nella seconda parte, la Sinfonia n.40 in sol minore di Mozart.


Torna Uri Caine al Verdi di Firenze dopo il successo della performance del 2009 con l’Orchestra della Toscana diretta da Carlo Tenan e la rilettura delle Variazioni Diabelli di Beethoven. Questa volta, il musicista newyorkese porta in scena le Variazioni di Brahms su un tema di Händel per pianoforte e orchestra (una commissione della Basel Chamber Orchestra). Ancora un’opportunità di ascoltare Uri Caine nelle sue originali interpretazioni dei classici, avvicinati con rispetto, intelligenza e soprattutto humour.

Per Carnevale arrivano Igudesman & Joo. Dal successo al Musikverein di Vienna, nel 2004, Igudesman & Joo continuano ad estasiare i pubblici di tutto il mondo nelle sale da concerto, nei teatri e nei festival internazionali. Aleksey Igudesman virtuoso e versatile violinista nonché attore comico, compositore e direttore d’orchestra, insieme a Richardhyung-Kijoo, pianista e compositore anglo-coreano, hanno cominciato a collaborare all’età di 12 anni quando entrambi erano allievi della Scuola Jehudi Menhuin. Il loro sogno di diffondere la musica classica ad un pubblico più ampio si è avverato e oggi i loro spettacoli rifuggono da qualsiasi categoria e riescono a combinare l’umorismo con la musica.

Le ospitalità. Da Canton arriva al Teatro Verdi di Firenze la Guangzhou Symphony Orchestra nata nel 1957, è oggi una delle più prestigiose orchestre della Cina. Impegnata nel teatro d’opera nel balletto e nel repertorio sinfonico, vanta un’eccellente storia artistica con i grandi nomi del concertismo internazionale e una fitta serie di presenze in Asia, Australia. A partire dal 2001 si è esibita spesso in Europa (Austria, Germania, Belgio); nel 2003 con Misha Maisky al Theatre des Champs-Elysees a Parigi e al Concertgebouw di Amsterdam, nel 2005 alla Carnegie Hall di New York e, con Lang Lang al J.F.Kennedy Center di Washington. Attualmente il direttore musicale e direttore d’orchestra è Daye Lin.
Nel mese di febbraio appuntamento con l’Orchestra da Camera di Mantova, simile all’Ort sia per formazione che per repertorio. Collabora con direttori e solisti di caratura internazionale ed è protagonista di innumerevoli concerti in Italia e all’estero: Europa, Stati Uniti, Centro e Sud America e Asia. Ha sede nel Teatro Bibiena di Mantova, gioiello di architettura e acustica e annualmente organizza la Stagione “Tempo d’Orchestra” che ospita alcuni tra i principali solisti, gruppi cameristici e orchestre, tra queste l’Ort, del panorama nazionale e internazionale.


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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Luglio 2010 10:15 )