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Orchestra della Toscana

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Francesco Antonioni

antonioniTeramo, 1971 - Nato da una famiglia di musicisti, Francesco Antonioni ha preso le prime lezioni di composizione a undici anni. Suoi maestri sono stati Raffaele Gervasio, Francesco Valdambrini, Edgar Alandia per la composizione e Pierluigi Camicia per il pianoforte. Dopo aver conseguito con il massimo dei voti i diplomi di conservatorio in entrambe le materie, ha proseguito gli studi musicali con Azio Corghi, nei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. In seguito, insignito di una borsa di studio (Queen Elisabeth the Queen Mother), ha studiato con Julian Anderson presso il Royal College of Music di Londra.

La sua musica è stata eseguita da interpreti di grande rilievo ed è stata spesso trasmessa per radio e in televisione, in Europa e in America. Ha ricevuto commissioni da prestigiose istituzioni musicali e dai suoi mentori, George Benjamin e Hans Werner Henze, del quale è stato assistente per tre anni. Nella sua carriera ha collaborato con direttori ed interpreti internazionali, fra cui Pascal Rophé, Jonathan Webb, Lü Jia, David Alan Miller, Sian Edwards, Daniele Agiman, Vittorio Parisi, Pietro Borgonovo, Peter-Lukas Graf, Carlo Boccadoro, Bruno Canino, Giuseppe Scotese, Andrea Bacchetti, Cristina Zavalloni, Mario Caroli, Angelo Persichilli, Michele Marasco, Margaret Lancaster, Guido Corti, Lorenza Borrani, e con importanti orchestre sinfoniche ed ensemble: orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, orchestra dei Pomeriggi musicali di Milano, Orchestra Filarmonica di Torino, Albany Symphony Orchestra (USA), Smith Quartet (Londra), Freon Ensemble (Roma), Sentieri Selvaggi (Milano), Quartetto Klimt (Firenze), OrchestrUtopica (Lisbona), Ensemble Modern (Francoforte), Birmingham Contemporary Music Group (UK)

La sua musica riflette l’ampiezza dei suoi interessi culturali, cercando una sintesi di varie tendenze artistiche contemporanee all’interno di forme derivate dalla tradizione classica. Segnalandosi per originalità e indipendenza, ha scritto musiche di diversi generi, per diverse occasioni, eseguite nei più importanti teatri, festival e stagioni concertistiche, e trasmesse frequentemente per radio e televisione, in Europa e in America. Fra esse: Chat-Opera, andata in scena al Piccolo Teatro di Milano e al Piccolo Regio di Torino, presentata dalla RAI al Prix Italia 2003; Morphing, per quartetto d’archi, commissionato dalla Biennale di Venezia nel 2001; Variazioni su una pop-song per flauto ed harmonizer, composizione che ha vinto il premio Francesco Pennisi nel 2001; Le melodie nascoste, commissionata da dodici orchestre regionali italiane (ICO), eseguita anche dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI; Codice Ovvio, «cantata visuale» su testi, disegni e progetti di Bruno Munari, commissionata ed eseguita dall’Ensemble Modern alla Schauspielhaus di Francocorte; Giga, per grande orchestra, commissionata dal Goethe Institut, dalla Ernst von Siemens Stiftung e dall’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, che l’ha eseguita per celebrare gli 80 anni di Hans Werner Henze nel giugno 2006, e Demand me Nothing, meditazione sul personaggio di Iago, per orchestra, che ha inaugurato la stagione invernale di opera e di balletto dell’Arena di Verona 2007–2008, con la coreografia di Francesco Ventriglia. Ha composto musiche per la trasmissione televisiva 'Mediamente' (RAI TRE), 'La Rai à la carte' (RAI SAT), 'Linea verde' (RAI UNO) per documentari televisivi e per una mostra fotografica di Gabriele Basilico. Nella scorsa stagione concertistica il Concerto per violino e orchestra e la Toccata, per grande ensemble, sono stati presentati in prima assoluta negli Stati Uniti. A gennaio 2009 è stata eseguita a Brimingham in prima esecuzione assoluta Ballata (dell’abbandono e della fortuna), per otto archi solisti con uno straordinario successo di pubblico e di critica.

Francesco Antonioni vive a Roma, insegna composizione presso il conservatorio di Vibo Valentia e conduce per la RAI le trasmissioni radiofoniche 'Primo Movimento', il 'Concerto del Mattino' e 'Radio3-suite contemporanea'.


Due colori, nella notte
per ensemble in eco (2011)

prima assoluta
commissione Fondazione ORT

La nostra civiltà, centrata sull’aspetto visivo, è a disagio quando affronta l’indefinito nel buio. Quando cala la notte la vista vacilla, i colori si confondono, le differenze tendono ad annullarsi nell’indistinto. La musica in questa composizione, divisa in due brevi parti formalmente simili, come due colori diversi che affondano nella notte, perde i suoi connotati iniziali, sciogliendosi nella elaborazione di una flebile risonanza, fatta di echi a volte dolci, a volte inquietanti, che scompaiono e riappaiono, disegnando immagini sonore che si dissolvono e si trasformano.

F.A.