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Orchestra della Toscana

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Pier Luigi Berdondini
autore e voce recitante

Faenza, 1949 - Pier Luigi Berdondini, poeta, collabora con compositori di musica classica contemporanea nella ricerca di nuovi campi sonori nel rapporto fra parola poetica e musica. Ha pubblicato le raccolte in versi Parole Macchiaiole (Polistampa 1997), La via faentina (Mobydick 2001) con prefazione di Marco Marchi, Verbo assente (Mobydick 2004) con prefazione di Laura Barile e Worte ohne Lieder, novantadue poesie di amore (Passigli Editori, 2008) prefazione di Cesare Mazzonis.
Per la musica classica ha scritto i testi poetici di Babelé, per voce recitante e orchestra, musica di Michele dall’Ongaro, Sottovoce autunno per voce recitante, ensemble e pianoforte, su musiche di Silvia Colasanti, Claude Debussy, Daniele Lombardi, Marcello Panni, Fabula ut improvvisi per voce e flauto, su musiche di Guido Baggiani, Mauro Cardi, Gian Carlo Cardini, Fabio Cifariello Ciardi, Carlo Alessandro Landini, Daniele Lombardi, Carla Magnan, Marcello Panni, Angelo Russo, Nicola Sani, L’isola e cinque poesie di amore poemetto scenico per voce recitante, mezzosoprano e computer music con musiche di Giuseppe Giuliano, Dialogo di una voce e della sua donna per voce, flauto e archi con musiche di Andrea Portera, Una parola in gioco per voce recitante e pianoforte su musiche dai Lieder ohne Worte di Felix Mendellshon e per la prima esecuzione assoluta di Senza parole un brano per pianoforte di Marcello Panni, Il viaggiatore di suoni per voce recitante, mezzosoprano, sax e tanpura, Incanto, per flauto e voce recitante musica di Marcello Panni.

La prima assoluta di Babelé, è stata eseguita il 2 aprile 2009 al Teatro Dal Verme di Milano, direttore Howard Shelley, Orchestra de I Pomeriggi Musicali, voce recitante Paolo Bessegato, inaugurando la rassegna “Poesia in concerto” promossa dall’Associazione delle Istituzioni Concertistiche Italiane (ICO).

Una parola in gioco
ha esordito il 1 dicembre 2008 al Saloncino del Teatro della Pergola di Firenze, al pianoforte Roberto Prosseda. La prima di Sottovoce autunno ha inaugurato, il 2 novembre 2008 alla Sala Vanni di Firenze, la rassegna Suoni Riflessi, direttore Mario Ancillotti, al pianoforte Pier Narciso Masi. Fabula ut è stata rappresentata in prima esecuzione al Ridotto del Teatro Garibaldi di Figline Valdarno il 25 febbraio 2007, ai flauti Arcadio Baracchi. L’isola e cinque poesie d’amore ha esordito al Teatro Cantiere Florida, a Firenze il 29 settembre 2007, mezzo soprano Manuela Galizia. Dialogo di una voce e della sua donna, voce recitante Monica Benvenuti, è stata eseguita il 19 novembre 2008 nell’Auditorium della Facoltà di Ingegneria di Firenze. Il viaggiatore di suoni ha esordito il 26 settembre 2009 al Teatro Cantiere Florida di Firenze, mezzo soprano e tanpura Maria Grazia Dalpasso, sax Duccio Bertini. Incanto è stato eseguito il 20 aprile 2010 alla Galleria Pio Monti di Roma, flauto Mario Ancillotti.

Per il teatro ha scritto U235 testo poetico per Mitocontest un progetto sulla tragedia greca di Giancarlo Cauteruccio, per voci recitanti, soprano, musica elettronica e digital video. Musiche di Fabio Vacchi, Gianluca Verlinghieri, Paola Samoggia, Stefano Musicaritolo, regia di Giancarlo Cauteruccio, a Scandicci al Teatro Studio Krypton il 14 e 15 maggio 2011. Ha messo in scena il Canto fu breve, dai Canti Orfici di Dino Campana, con musiche di Bejamin Britten, interpretate all’oboe da Marco Salvatori, al Teatro Cantiere Florida l'8 gennaio scorso.

Pier Luigi Berdondini è stato voce recitante in Una parola in gioco, Sottovoce autunno, L’isola e cinque poesie d’amore, Incanto, Il viaggiatore di suoni, Fabula Ut e Il Canto fu breve.


note a cura di Pier Luigi Berdondini
Sete
per orchestra, voce recitante e nastro magnetico di M.Filotei
su testo poetico di P.L.Berdondini

In cinque distinti movimenti Sete compone e scompone un viaggio di colori, profumi, sapori, tattilità.
'Il coro della siccità', preludio, è cadenzato sulle cause della desertificazione, ogni parola sembra cancellare quella precedente, una cascata di sostantivi si annulla in un aspro crescendo, il volto della siccità.
Nella 'Invocazione delirosa e afona', il secondo movimento sorretto solo dalle percussioni, si chiede al fuoco di spogliarsi, all’acqua di farsi nuda, si chiede alla sete chi essa sia e all’acqua di insorgere, di farsi magnete per attrarre il corpo assetato.
La disperata reazione dei sensi è evocata nel terzo movimento, 'Il labirinto delle sorgenti', imprigionate da un dedalo di rovi, serpi e asfalti. Con unghie, denti, nervi, il corpo lacerato e avvelenato, stremato dalla siccità supera ogni barriera e giunge nel cuore di un cratere vulcanico che racchiude le fonti.
Arriviamo al quarto movimento, 'Il fuoco bacia l’acqua'. Nel cratere convivono lapilli, folgori, polle sorgive e pioggia. Il pensiero abbeverato esce dal cratere e si illude di essere sazio. Ma cosa è l’acqua? Una formula chimica, un'illusione, un nutrimento? Su questi interrogativi sembra concludersi il melologo.
Titolato da un semplice punto interrogativo ?, il postludio, in un testo asciutto, didascalico in suoni asettici e metallici, introduce un sottile elenco di veleni ed effetti benefici dell’acqua. Poi la voce si riscalda, i versi dell’incipit chiudono il concerto delle parole.