L’ORT e le Stagioni d’opera
Intensa e qualificata la produzione operistica dell’Orchestra della Toscana che nella sua storia più che trentennale è stata protagonista di un ampio catalogo di opere liriche.
Dal 1981 al 1993 ha collaborato alla realizzazione delle stagioni d’opera del Teatro Verdi di Pisa, alcune produzioni con il CEL di Livorno e successivamente anche con il Teatro del Giglio di Lucca.
Dal 1995 al 1999 è stata l’Orchestra del Rossini Opera Festival, dal 2000 al 2001 è stata ospite dello Sferisterio Opera Festival di Macerata, e dal 2004 è protagonista di opere in prima esecuzione progettate dall’Accademia Musicale Chigiana di Siena.
Dal 2010 l'Ort è presente nei cartelloni dei teatri di Livorno, Lucca e Pisa insieme al Coro della Toscana. La compagnia corale, è affidata alla direzione di Marco Bargagna. L'iniziativa è il risultato dell'accordo tra Regione Toscana, Fondazione ORT e i tre teatri di tradizione.
Calendario Stagione 2012/2013
TOSCA di Giacomo Puccini
melodramma in 3 atti su libretto di G.Giacosa e L.Illica
dal dramma omonimo di V.Sardou
direttore Julian Kovatchev
regia Renzo Giacchieri
consulenza per scenografie e costumi Renzo Giacchieri
Orchestra della Toscana
Coro della Toscana
maestro del coro Marco Bargagna
Coro Voci Bianche Cappella Santa Cecilia di Lucca
maestro del coro voci bianche Sara Matteucci
Nuova produzione Teatro del Giglio di Lucca
28 set. Lucca, Teatro del Giglio ore 20.00 anteprima scuole
29 set. Lucca, Teatro del Giglio ore 20.30
30 set. Lucca, Teatro del Giglio ore 16.00
La Roma del primissimo Ottocento è teatro delle alterne vicende delle campagne Napoleoniche: appena instaurata la repubblica, i Borboni sconfiggono i presidi francesi e la abbattono. Sullo sfondo di grandi rivolgimenti storici, di credo politici che infiammano gli animi e suscitano alleanze immediate e odi profondi, intrecciati con vendette e passioni private, si dipana la storia di Floria Tosca, celebre cantante, del suo amante Mario Cavaradossi, pittore, e del barone Scarpia, capo della polizia.
Tra evasioni, coperture e cacce all’uomo, Scarpia riesce ad esercitare il potere violento di cui gode per il suo ruolo: imprigionando Cavaradossi, ha modo di ricattare Tosca, che da tempo desidera, perché gli si conceda in cambio della liberazione del suo amante. Ma il ricatto nasconde una volontà ben più crudele…
Un’opera in cui i tre personaggi principali sono dominati da sensualità e passione, in cui Puccini ha disegnato una “tranche de vie” tragica e cupa, sfrenatamente verista, dagli effetti teatrali di efficacia magistrale.
LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi
opera in tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave
tratta da La signora delle camelie di A.Dumas
direttore Bruno Aprea
regia Paolo Trevisi
scene Poppi Ranchetti, costumi Fondazione Cerratelli
coreografia Walter Matteini
danzatori Imperfect Dancers
con Irina Dubrovskaja (Violetta), Stefano Lacolla (Alfredo)
Orchestra della Toscana
Coro della Toscana
maestro del coro Marco Bargagna
Nuovo allestimento del Teatro Verdi di Pisa
in coproduzione con Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Goldoni di Livorno,
Festival Pucciniano di Torre del Lago in collaborazione con Maggio Formazione
14 e 15 nov. Pisa, Teatro Verdi anteprima scuole
16 e 18 nov. Pisa, Teatro Verdi ore 20.30, ore 16
24 e 25 nov. Lucca, Teatro del Giglio ore 20.30 e ore 16
12 e 13 dic. Livorno, Teatro Goldoni
Il dramma La Dame aux camélias fu tratto da Dumas figlio dal proprio omonimo romanzo del 1948, incentrato sugli amori della cortigiana parigina Marguerite Gautier: il soggetto scabroso e la contemporaneità delle vicende narrate (la donna reale di cui Marguerite è figura letteraria, Alphonsine Duplessis, morì di tisi appena ventitreenne un anno prima dell’uscita del romanzo) ne fecero un vero e proprio bestseller della letteratura scandalistica. Verdi trova nelle prime recite parigine del dramma, nel 1952, l’ispirazione per l’opera che deve comporre per Venezia. Nasce così La traviata, in cui la protagonista assume il nome di Violetta Valéry e si stemperano un poco le tinte troppo fosche del dramma di Dumas. I giochi, le tresche, le relazioni sulla scena sono specchio di quelle della vita reale della società dell’epoca, che ha il suo riverbero anche nella musica, che Verdi sceglie di improntare a quel valzer che stava conquistando l’Europa.
Violetta Valéry e Alfredo Germont si amano tra feste e frivolezze, inganni, tensioni familiari, riappacificazioni e malattia, in un’opera con altissimi momenti di realismo drammatico, intrecciati a intime espressioni del pensiero interiore degli affascinanti personaggi.
NAPOLI MILIONARIA di Nino Rota
dramma lirico in tre atti
tratto dall'omonima commedia di E.De Filippo
direttore Matteo Beltrami
regia Fabio Sparvoli
Orchestra della Toscana
laboratorio LTL Opera Studio 2012
Nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca
Coproduzione Progetto LTL OperaStudio (Teatro Goldoni di Livorno, Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Verdi di Pisa)
23 e 24 feb. Lucca, Teatro del Giglio ore 20.30, ore 16
15 e 16 mar. Livorno, Teatro Goldoni
23 e 24 mar. Pisa, Teatro Verdi
Napoli milionaria debuttò il 22 giugno 1977 al Festival dei Due Mondi di Spoleto. La collaborazione tra Eduardo De Filippo e Nino Rota generò un’opera più cupa e amara sia della commedia originaria, sia della sua realizzazione cinematografica: le variazioni apportate nella drammaturgia dallo stesso Eduardo segnalano una disillusione dovuta al rendersi conto del degrado di valori in seguito alla guerra e allo scivolare verso il basso della dignità umana. La borsa nera di Napoli, le vicende amorose tra Maria Rosaria e Johnny, soldato americano, la vita di una povera famiglia oltre il limite della legalità, sono interpretati da Rota con un carattere che mantiene attenzione alla parola, senza per questo soverchiare il canto. Spartito vocalmente impegnativo, disegna personaggi a tutto tondo, giocando con vitali contaminazioni linguistiche italiane, napoletane, americane a rendere il caos e lo sbandamento della vita appena conclusa la guerra. Rota rende in musica l’affresco di una Napoli dall’umanità ferita e fragile, non solo materialmente povera, ma che comincia a portare i segni di un’inconsapevole rovina interiore. Rota e De Filippo dimostrano in quest’opera di teatro musicale un forte impegno civile, testimonianza del profondo e felice connubio di due grandi artisti del Novecento italiano.