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  • alba 2001: Odissea nello spazio

    Dopo poche note



    L’inizio di Così parlò Zarathustra è dappertutto: cinema, televisione, pubblicità. Ma Richard Strauss ha scritto altri trenta minuti di musica. Ed è lì che comincia davvero il viaggio.

    Ci sono musiche che abbiamo ascoltato molto prima di sapere come si chiamavano.

    Bastano poche note: una tromba, i timpani, poi tutta l’orchestra che esplode in un accordo luminoso. È l’alba di Così parlò Zarathustra di Richard Strauss. Stanley Kubrick la mise all’inizio di 2001: Odissea nello spazio e da allora quelle poche battute sono diventate quasi un simbolo universale: qualcosa sta nascendo, qualcosa di enorme sta per accadere. 

    Ma Strauss non si ferma lì e va avanti per più di mezz’ora. E ciò che segue ha poco a che fare con la solennità rassicurante di quell’inizio.

    Quando compose Also sprach Zarathustra nel 1896 aveva trentadue anni e si era già fatto un nome come uno dei grandi virtuosi dell’orchestra. Il punto di partenza era il libro omonimo di Friedrich Nietzsche, ma sarebbe fuorviante cercare nella partitura una traduzione musicale della filosofia nietzschiana. Strauss stesso parlò di una composizione liberamente ispirata al testo: ne prese immagini, titoli, contrasti, e li trasformò in musica. 

    Richard Strauss Compositore
    Richard Strauss, compositore

    Così, dopo quell’alba apparentemente definitiva, comincia una ricerca.

    Arrivano una preghiera, il desiderio, le passioni, un canto funebre. Quando Zarathustra si rivolge alla scienza, Strauss gli affida addirittura una fuga: una delle forme più rigorose della tradizione musicale. Poi tutto cambia ancora e, quasi incredibilmente, questa enorme orchestra si mette a danzare un valzer. A mezzanotte suonano dodici rintocchi. 

    Non è un percorso verso una risposta. È semmai il contrario.

    E qui Strauss prepara una delle sorprese più belle dell’intero pezzo. La musica che era cominciata con un gesto tanto netto termina senza trovare un vero accordo. Per tutta l’opera due tonalità, do maggiore e si maggiore, continuano ad attrarsi e respingersi; alla fine rimangono entrambe, senza che una riesca davvero a prevalere sull’altra. 

    Una delle aperture più sicure e trionfali che conosciamo conduce dunque a una domanda lasciata aperta.

    ORT mandela forum

    Ed è anche uno dei motivi per cui il programma dell’8 ottobre al Mandela Forum è così bello. L’uccello di fuoco di Stravinskij attraversa il buio per arrivare alla luce. Strauss parte proprio da un’alba, ma da lì comincia a dubitare.

    Due orchestre incandescenti, due modi completamente diversi di guardare verso la luce. 

    Per saperne di più

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