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  • #2024 eventi #Gruppi da Camera #I Concerti Aperitivo

    M’ama non m’ama

    domenica 17 marzo 2024
    Firenze, Relais Santa Croce
    domenica 17 marzo 2024 ore 11:00
    Settimino Tiarè
    Ludwig van Beethoven / Settimino per archi e fiati op.20
    Durata 50 minuti circa / non è previsto intervallo
    M'AMA NON M'AMA
    Il mio (odiatissimo) preferito
    Fiammetta Casalini violino
    Stefano Zanobini viola
    Augusto Gasbarri violoncello
    Marco Tagliati contrabbasso
    Emilio Checchini clarinetto
    Andrea Mancini corno
    Umberto Codecà fagotto

    I Concerti aperitivo
    della domenica mattina
    al Relais Santa Croce
    via Ghibellina, 87 - Firenze
    Biglietti
    ESAURITI
    Posto unico
    €12,00 concerto + aperitivo
    Si accede all'aperitivo dopo il concerto, presentando il biglietto.
    Info - tel. 055 212320
    teatro@orchestradellatoscana.it

    “Perché Beethoven è l’unica persona al mondo a cui non sconfinfera il Settimino?”

    Secondo quanto ci riportano le corrispondenze e i documenti dell’epoca, sembra che Beethoven in età matura mostrasse un insofferente distacco nei confronti del Settimino in mi bemolle maggiore op.20, fino «a non poterlo più sopportare e ad adirarsi del successo che esso riscuoteva universalmente».

    L’opera venne composta dall’autore tra il 1799 ed il 1800, e pubblicata nel 1802 con una dedica all’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Fu eseguita in forma privata a Palazzo Schwarzenberg in un concerto del 2 aprile 1800, con un clamoroso successo. Successo che si mantenne sempre tale e che collocò il lavoro fra le più amate opere di Beethoven. Il lavoro appartiene a un prematuro Beethoven, composto alla fine del Settecento, e cioè negli anni di noviziato del musicista. In quel periodo, a Vienna, il giovane Ludwig si era sbizzarrito sulle più diverse combinazioni e mescolanze strumentali componendo molte opere per ensemble che vanno dal duetto all’ottetto. L’atmosfera del Settimino è quella già mozartiana e tutta settecentesca che risponde in pieno a tutti i criteri della musica di “intrattenimento”, quali erano stati codificati da una lunga e illustre tradizione di Serenate, Divertimenti, Cassazioni nel corso di un mezzo secolo. Lo stile “retrò” della partitura, è peraltro del tutto volontario, finalizzato a conquistare quel successo di pubblico di cui l’ingrato compositore, immemore dei non disprezzabili guadagni dovuti al brano, si lamentava.

    Non stupisce insomma che l’autore di partiture rivoluzionarie che avevano aperto nuove prospettive alla creazione musicale e che pure venivano accolte con sgomento e scetticismo dai contemporanei, manifestasse insofferenza verso la diffusione di un’opera così indissolubilmente legata al passato.




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