In meno di venti minuti, una fiaba russa diventa un viaggio tra ombra, ritmo e luce. L’8 ottobre al Mandela Forum ascoltiamo L’uccello di fuoco, uno dei lavori che cambiarono la vita di Stravinskij — e il suono del Novecento.
Non serve conoscere la storia dell’Uccello di fuoco per accorgersi che sta succedendo qualcosa.
All’inizio l’orchestra sembra muoversi al buio. I suoni arrivano dal basso, quasi senza mostrarsi. Siamo nel regno incantato di Kaščej, il personaggio malvagio della fiaba russa da cui nasce il balletto. Poi compare l’Uccello: cambia la luce, cambia il movimento, l’orchestra comincia a scintillare.
Igor Stravinskij aveva meno di trent’anni quando Sergej Djagilev gli affidò la musica per un nuovo balletto dei Ballets Russes. Era il 1910 e il compositore era ancora poco conosciuto. Il successo dell’Uccello di fuoco cambiò rapidamente le cose: da lì sarebbero arrivati Petrushka e, tre anni dopo, La sagra della primavera.
Ma ascoltando questa musica oggi, la biografia può tranquillamente restare sullo sfondo. Quello che colpisce è quanto sia facile vedere attraverso i suoni.

Igor Stravinskij, compositore
La versione che eseguiremo al Mandela Forum è la suite del 1919: Stravinskij torna alla grande partitura del balletto, ne sceglie alcuni momenti e costruisce un percorso molto più breve. Ci sono la danza dell’Uccello, quella delle principesse, la furia della Danza infernale di Kaščej, poi una ninna nanna che improvvisamente ferma tutto. E infine il finale.
È forse lì che si capisce meglio perché questa musica continua a funzionare così bene davanti a un grande pubblico. Dopo tutta quella agitazione, un corno solo introduce una melodia semplicissima. Poco alla volta l’orchestra si allarga, cresce, si illumina. La fiaba finisce con il ritorno della luce.
E non è un dettaglio secondario nel concerto dell’8 ottobre.
Perché subito dopo arriverà Richard Strauss con Così parlò Zarathustra: un’altra orchestra enorme, un altro inizio diventato celeberrimo, un altro sole che sorge. Sono due modi diversissimi di usare tutta la potenza di un’orchestra per raccontare qualcosa che va oltre le parole.
Al Mandela Forum saremo in più di tremila.
L’uccello di fuoco è un ottimo posto da cui cominciare.
