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  • Antico e moderno con Borrani

    Nuovo concerto dell’ORT il 23 febbraio

    Al Teatro Verdi di Firenze mercoledì 23 febbraio Lorenza Borrani innovatrice della musica d’insieme, guida l’Orchestra della Toscana firmando un programma come sempre raffinato e originale in un gioco di rimandi tra antico e moderno: due sinfonie di Haydn e pagine antiche riviste da Bruno Maderna. Replica sabato 26 febbraio al Teatro Garibaldi di Figline.

    La violinista fiorentina Lorenza Borrani è un talento cresciuto in nome dell’eccellenza musicale toscana, scoperto da Piero Farulli alla Scuola di Musica di Fiesole – dove oggi è insegnante – alimentato dai migliori maestri (Alina Company, Zinaida Gilels e Pavel Vernikov), e affermatosi nell’Orchestra Mozart di Claudio Abbado. Attualmente si esibisce in veste di primo violino, direttore, solista e camerista nelle sale e nelle stagioni più importanti del mondo e rappresenta l’innovazione nel fare musica insieme.

    Due esperienze, quella fiesolana e la Mozart, da cui lei ha appreso come il far musica non possa che essere attività collettiva, di confronto, di scambio, di ascolto reciproco: una sinergia di menti e cuori attraverso cui, grazie al suonare con gli altri, le potenzialità di ogni individuo non si addizionano soltanto, ma si moltiplicano all’infinito. Da qui l’idea di fondare, quattordici anni fa, quella singolare orchestra che è Spira Mirabilis: una comune musicale (priva perciò di direttore) i cui partecipanti vivono insieme per una o due settimane di prove e discussioni democratiche, ciascuno coinvolto in prima persona nel definire e modellare l’esecuzione dei pezzi da presentare in concerto. Questo “laboratorio”, se così possiamo definirlo, ha ispirato anche la realizzazione nel 2012 del film documentario La Spira diretto dal regista francese Geràld Caillat per Arte France, che racconta il metodo di lavoro dell’ensemble: un reportage sul fare musica insieme, e preparare un concerto in armonica condivisione. Proprio attorno a questa pratica del concertare la musica grazie a un dialogo tra pari si è sviluppata negli ultimi anni la sua attività, una pratica democratica che rimanda anche al mondo della musica pop.

    Ospite frequente in città, torna all’ORT in veste di artista in residence, nominata lo scorso anno, e lo fa come sempre presentando al pubblico un programma raffinato e originale, questa volta giocando a ping pong tra antico e moderno, accostando due sinfonie di Haydn, della seconda metà del Settecento, con due pagine in cui Bruno Maderna, compositore scomparso nel 1973, rielabora una serie di partiture antiche.
    L’innovatore Maderna ha sempre amato la musica antica, e l’ha fatta rivivere attraverso numerose trascrizioni, come nel programma scelto, che non mancheranno di stupire, rivelando quanto il compositore veneziano, strenuo ricercatore delle sonorità più nuove (fondatore con Berio dello Studio di Fonologia della RAI di Milano), fosse capace di rivisitare il passato rendendolo piacevolmente contemporaneo.
    Da molto tempo giacciono negli archivi e nelle biblioteche documenti che provano la vitalità e anche l’attualità di molta musica antica, purtroppo da molto tempo non accessibile al pubblico dei profani”, così scrive Maderna nel presentare la sua Music of Gaity (Musica del buonumore), che apre il concerto dell’ORT. Si tratta di cinque brani che Maderna trascrive nel 1969 tratti da The Fitzwilliam Virginal Book, una raccolta (oltre 250 pezzi) di musiche per tastiera del periodo elisabettiano scritte dai più celebri compositori dell’epoca come John Downlad, Peter Philips, Glies Farnaby ecc.
    Una ventina di anni prima (1948), fa lo stesso con un’altra partitura, la prima edizione delle Harmonice Musices Odhecaton del 1501 fornitagli dal suo maestro e amico Gian Francesco Malipiero. Siamo davanti alla prima antologia musicale interamente stampata con caratteri mobili, pubblicata a Venezia dall’editore Ottavio Petrucci che riunisce cento canti di musica polifonica di compositori del Quattrocento di area franco-fiamminga. Di questi cento canti Maderna ne seleziona 13 che suddivide in due suites, dando loro una nuova veste, tutta strumentale. Lorenza a sua volta ne fa una selezione di 7 proponendole al pubblico dell’ORT personalizzando l’ordine di esecuzione.
    A inframezzare queste riletture maderniane, ci sono due sinfonie (la n.56 e la n.90 entrambe in do maggiore) delle oltre 105 lasciateci da Haydn, consacrando questa forma musicale a modello imprescindibile per tutti gli autori dopo di lui.


    BIGLIETTI
    Intero € 17,00 – Ridotto € 15,00 (+ prevendita)
    in vendita alla Biglietteria del Teatro Verdi, nei punti vendita del circuito Box Office e online su teatroverdifirenze.it

    Biglietteria del Teatro Verdi
    via Ghibellina, 97 – Firenze
    orario da martedì a venerdì 10 – 13 e 15 – 19
    sabato 16 – 19
    tel. 055 212320
    teatro@orchestradellatoscana.it

    18 febbraio 2022

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