Talenti in ascesa
Dai concorsi internazionali al palcoscenico, Min Gyu Song e Simon Zhu si misurano con la prova più decisiva, il tempo, insieme all’Orchestra della Toscana in un programma dedicato a Mozart e Beethoven: il racconto del direttore artistico Daniele Spini.
I grandi concorsi internazionali servono a mettere in orbita i nuovi talenti. Non è necessario aver vinto un concorso per essere un grande direttore o un grande solista, a volte non basta averlo vinto.
È lo sviluppo successivo di una carriera a dirci se questo o quel concorso ha fatto centro o se la commissione si è sbagliata. L’Orchestra della Toscana, sempre alla ricerca di nomi nuovi, è attentissima a quel che succede nei maggiori concorsi. Questo vale anzitutto quando si tratta di quelli che si svolgono in Italia. E in questo caso accosta due giovani che proprio con vittorie clamorose si stanno imponendo nel mondo concertistico.

Facciamo spesso dirigere vincitori e finalisti del Premio Cantelli di Novara. Nel frattempo, mentre già sono aperte le iscrizioni all’edizione 2026, ospitiamo il coreano Min Gyu Song. Nel 2024 si è aggiudicato sia il primo premio sia quelli della Giuria del Management e delle Agenzie e dell’Orchestra Sinfonica di Milano.
Altri nuovi amici ci sono arrivati dal Paganini di Genova: Simon Zhu, tedesco, lo vinse nel 2023. Subito lo chiamammo per un concerto importante, al Maggio Musicale Fiorentino.
Da allora ha percorso una strada intensa, piena di affermazioni molto brillanti, e torna adesso per arricchire la nostra stagione a Firenze e in Toscana.
Il programma è classico, che più classico non si può: l’ultimo e più amato dei cinque Concerti per violino di Wolfgang Amadeus Mozart, e l’ultima e più scanzonata sinfonia puramente strumentale di Ludwig van Beethoven. L’Ottava sembra scavalcare a ritroso dieci anni di innovazioni rivoluzionarie per rendere omaggio, un po’ con ironia e un po’ con nostalgia, al paradiso perduto di una giovinezza conclusa da tempo.