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  • Torna Donato Renzetti sul podio

    Il Concerto di Pasqua dell’ORT

    Un ciclo di 4 concerti per la nuova produzione ORT: il debutto martedì 12 aprile a Poggibonsi, poi Empoli il 13, al Teatro Verdi di Firenze giovedì 14 aprile (ore 21.00) e l’ultima replica a Pisa il 19. In programma Bruno Bettinelli, il folklore di Zotlán Kodály e la Sinfonia “Dal nuovo mondo” di Antonín Dvořak.


    Un concerto dalle sfumature romantiche e popolari per il grande ritorno del maestro Donato Renzetti sul palco insieme all’ORT che, per questo periodo pasquale, punta su una importante produzione proprio con l’acclamato direttore che l’ha guidata poco dopo la sua fondazione. Fil rouge del concerto: il folklore, la musica del popolo, malinconica, allegra, eroica, tramandata oralmente di generazione in generazione.

    Brano al centro del programma, anche se inserito in chiusura, è senz’altro la Sinfonia Dal nuovo mondo, capolavoro vasto e celebre del tardo Romanticismo, che il ceco Antonín Dvořak compose nel 1893 durante il soggiorno negli Stati Uniti, suggestionato dalla musica popolare che lì ascoltò. Invitato a New York a gestire il nuovo Conservatorio conobbe gli spiritual e ne fu così affascinato da additare il canto dei neri come fondamento su cui erigere una scuola compositiva autenticamente americana. «Dal Nuovo Mondo» recita il sottotitolo, pensato soprattutto per il pubblico europeo, cui l’opera doveva suonare come un souvenir su pentagramma spedito da una località esotica: qualcosa di vagamente bizzarro, poiché seducenti melodie dal profilo insolito (per l’orecchio europeo del tempo, che non si era ancora cibato né di jazz né di colonne sonore western) spuntano fuori qua e là da un’architettura familiare in quattro movimenti sviluppata secondo le buone regole della tradizione austro-tedesca. Quindi, benché gli statunitensi considerino tale Sinfonia come il primo capolavoro nazionale, di americano non si trova in essa che la patina superficiale. Al folk dell’Europa dell’Est si ispirano invece le Danze di Galánta di Zoltán Kodály, pagina in cui confluiscono temi gitani che il compositore ricavò da una pubblicazione di danze ungheresi stampata a Vienna attorno al 1800. Scritte nel 1933 per gli ottant’anni dell’Orchestra Filarmonica di Budapest, sono la sua opera più rappresentativa. In apertura Due invenzioni, per archi, breve pagina di Bruno Bettinelli compositore milanese, scomparso nel 2004, che ha fatto scuola a decine di grandi musicisti da Abbado a Muti, e perfino Gianna Nannini.

    Un programma impegnativo che Renzetti sceglie entusiasta perché l’ORT a conosce bene. Tra la fine degli anni ’80 e i primi del ’90, quando ancora si chiamava Regionale Toscana, lui ne è stato il direttore stabile. Allora l’orchestra era appena nata e Renzetti aveva da poco ottenuto una significativa consacrazione al Concorso “Guido Cantelli” per direttori tenuto alla Scala (dove a lungo, prima, era stato timpanista). Quella vittoria l’ha fatto entrare nei cartelloni d’opera e sinfonici che più contano e lo ha reso il direttore fra i più affermati nel mondo. Da oltre trent’anni, poi, porta avanti anche un’attività parallela di docente, svolta principalmente all’Accademia Musicale Pescarese: vi ha forgiato tante bacchette oggi in attività, tipo Gianandrea Noseda e Michele Mariotti.


    BIGLIETTI
    Intero € 17,00 – Ridotto € 15,00 (+ prevendita)
    in vendita alla Biglietteria del Teatro Verdi, nei punti vendita del circuito Box Office e online su teatroverdifirenze.it

    Biglietteria del Teatro Verdi
    via Ghibellina, 97 – Firenze
    Nuovo orario dal 22 marzo: da martedì a venerdì ore 16-19
    Nei giorni di spettacolo serali ore 16-19 e 20-21
    tel. 055 212320
    teatro@orchestradellatoscana.it

    11 aprile 2022

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