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  • Gran finale

    Nel concerto che chiude la stagione 2025-2026 dell’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta, il direttore artistico Daniele Spini traccia un bilancio del triennio appena concluso.

    Un percorso fatto di nuove commissioni, grandi pagine del repertorio e collaborazioni artistiche che proseguono oltre la fine del mandato. Una stagione che continua a suonare, lasciando un’eredità musicale che va oltre il calendario ufficiale.

    Con questo concerto Diego Ceretta conclude la stagione 2025-2026 dell’Orchestra della Toscana. Stasera a Carrara, al Teatro degli Animosi e infine domani ultima replica a Firenze al Teatro Verdi.

    Non ce ne andiamo in vacanza, anzi continuiamo la nostra attività per altri due mesi, più intensi che mai: ci aspettano registrazioni al chiuso, un concerto a Roma, poi l’appuntamento ormai abituale con il Maggio Musicale Fiorentino, per un  programma diretto da Ceretta con la partecipazione del magnifico Coro del Maggio stesso diretto da Lorenzo Fratini, un’altra amicizia artistica alla quale non sapremmo rinunciare, poi una stagione estiva aperta sempre da Ceretta, che ci farà girare per tutta la Toscana. 

    Ma anche se non comporta una sosta, la fine di una stagione è sempre una buona occasione per rileggere la strada che abbiamo percorso. 

    E pensiamo di poter essere contenti di quel che abbiamo realizzato. Per Ceretta, quindi per noi, si tratta di tirare le somme non solo di un’annata, ma di tutto un triennio, quello del suo primo mandato come Direttore principale che giusto adesso si conclude. 

    Lo ringraziamo per quanto ci ha dato, per quanto ha condiviso con noi, per quanto faremo ancora insieme. 

    Salutiamo la stagione che finisce con un programma che riassume i temi che abbiamo sviluppato insieme con lui: un pezzo appena composto e commissionato da noi a Matteo Rubini, un nuovo amico; il Concerto per flauto di Jacques Ibert, un capolavoro del Novecento francese, con una solista di prima grandezza come Silvia Careddu; un grande classico, la Seconda di Johannes Brahms, tappa importante di una ricognizione del maggior repertorio tedesco che ha visto momenti molto significativi in questi tre anni e che certo non si interromperà qui. 

    A presto quindi, caro pubblico, e grazie!

    19 maggio 2026

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