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  • #2025 eventi #Regione #Stagione Concertistica

    Ceretta

    giovedì 8 maggio 2025
    Cascina (PI), Città del Teatro
    giovedì 8 maggio 2025 ore 21:00
    DIEGO CERETTA direttore
    Orchestra della Toscana
    Keiko Devaux / Fractured Landscapes
    Alfredo Casella / Serenata per piccola orchestra, op.46 bis
    Pëtr Il'ič Čajkovskij / Sinfonia n.4 op.36
    Durata 90 minuti circa / compreso intervallo
    in collaborazione con Accademia Chigiana di Siena

    Questo concerto SOSTITUISCE il concerto Ceretta-Colli del 15 marzo scorso annullato per maltempo.
    Per maggiori info su biglietti e accesso CLICCA QUI
    Biglietti
    Biglietto posto unico €12,00 (comprensivi di prevendita)
    Biglietti acquistabili online su Ticketone, nelle rivendite autorizzate e presso la biglietteria del Teatro.
    Per informazioni tel. 050 744400 (interno 1)

    Alla Città del Teatro di Cascina, l’ORT propone in prima esecuzione italiana un brano di Keiko Devaux, compositrice canadese classe 1982, voce tra le più originali della scena contemporanea. “Bisogna sempre correre dei rischi nella composizione”, afferma la stessa Devaux, per la quale suscitare emozioni non è affatto un tabù, come lo è stato invece a lungo per molti autori del secondo Novecento. Allieva anche di Salvatore Sciarrino all’Accademia Chigiana di Siena, Devaux firma partiture nitide, vulnerabili, che si aprono all’ascolto come gesti, esperienze: microcosmi sospesi, dove il tempo e lo spazio sembrano sfaldarsi.

    Nel programma affidato al nostro direttore principale Diego Ceretta, la nuova pagina di Devaux è accostata a due composizioni che si pongono quasi agli antipodi: la Serenata op. 46bis per orchestra d’archi di Alfredo Casella, preziosa rarità nel repertorio, e la Sinfonia n. 4 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, monumento tardo romantico tra i più amati dal pubblico. Un’opera travolgente, composta tra il 1876 e il 1878, negli anni più tormentati della vita del musicista, segnati dalla decisione – rivelatasi presto fallimentare – di sposare una sua allieva, nel disperato tentativo di fuggire la propria omosessualità.

    Un matrimonio durato appena qualche ora. Čajkovskij stesso ne descrive il senso profondo, cupo, della sinfonia: una riflessione sul Fato, “la forza inesorabile che impedisce alle nostre speranze di felicità di avverarsi; che sta in agguato, gelosamente, per impedire che il nostro benessere e la nostra pace possano diventare piene e senza nubi: una forza che, come la spada di Damocle, pende perpetuamente sul nostro capo e di continuo ci avvelena l’anima”.




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