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  • #2026 eventi #Regione #Stagione Concertistica

    Ceretta_Checchini_Codecà

    martedì 12 maggio 2026
    Pisa, Teatro Verdi
    martedì 12 maggio 2026 ore 21:00
    DIEGO CERETTA direttore
    EMILIO CHECCHINI clarinetto
    UMBERTO CODECÀ fagotto
    Orchestra della Toscana
    Anton Webern / Langsamer Satz
    Richard Strauss / Duetto-Concertino per clarinetto, fagotto, archi e arpa
    Felix Mendelssohn / Sinfonia n. 1 op. 11
    Biglietti
    da €7,00 a €18,00 acquistabili alla Biglietteria del Teatro (consigliato per usufruire di riduzioni e promozioni) e online su Vivaticket.com
    Info tariffe > CLICCA QUI

    Biglietteria telefonica tel. 050 941188
    orario ordinario: dal martedì al sabato ore 9-11; il martedì, giovedì e sabato anche ore 14-16.
    Il servizio consente la scelta dei posti sull'intera pianta e con le diverse tipologie di prezzo (intero, ridotti, promozionali) e non prevede commissioni aggiuntive. Il pagamento è con carta di credito. Nelle festività infrasettimanali il servizio non avrà luogo.

    Tre compositori, tre epoche, tre modi diversi di raccontare emozioni e idee attraverso il suono. È questa la proposta dell’ORT per il pubblico del Teatro Verdi di Pisa, con un concerto che mette in dialogo la delicatezza del tardo Romanticismo, l’ironia colta del Novecento e il genio precoce di un Mendelssohn appena quindicenne. Sul podio, Diego Ceretta, direttore principale dell’Orchestra della Toscana, guida l’ensemble in un percorso musicale che unisce intimità e brillantezza.

    Si parte con il Langsamer Satz di Anton Webern: scritto nel 1905, è un omaggio appassionato al mondo romantico, dove le linee degli archi si intrecciano con malinconia e profondità emotiva. Una pagina lontana dalle avanguardie per cui Webern sarà poi noto, ma già capace di grande intensità.

    Al centro del programma, un piccolo capolavoro cameristico: il Duetto-Concertino per clarinetto, fagotto, archi e arpa di Richard Strauss. Composto nel 1947, è una favola musicale ricca di humour e leggerezza, dove i due strumenti solisti – Emilio Checchini e Umberto Codecà, prime parti dell’ORT – si rincorrono e si accordano come due personaggi di teatro.

    Gran finale con la Sinfonia n. 1 op. 11 di Felix Mendelssohn, scritta a soli quindici anni ma già sorprendente per maturità e equilibrio. Tra energia giovanile e perfezione formale, è il modo migliore per salutare una serata che celebra il talento in tutte le sue forme.



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