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    Le Quattro Sonate

    domenica 20 luglio 2025
    Montaione (FI), Cappella "La fuga in Egitto"
    domenica 20 luglio 2025 ore 18:00
    Quartetto Cassioli
    Gioachino Rossini / Sonata a quattro in la maggiore n. 2
    Gioachino Rossini / Sonata a quattro in re maggiore n. 6
    Gioachino Rossini / Duetto per violoncello e contrabbasso
    Gioachino Rossini / Sonata a quattro in do maggiore n. 3
    Durata 60 minuti circa / non è previsto intervallo
    violini Samuele Bianchi e Damiano Babbini
    violoncello Klara Wincor
    contrabbasso Enrico Ruberti

    CLASSICA 2025
    Biglietti
    Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
    Per informazioni: Comune di Montaione - Ufficio Informazioni Turistiche tel. 0571 699255 - turismo@comune.montaione.fi.it

    Nell’estate del 1804 il dodicenne Gioachino Rossini, in villeggiatura presso la famiglia Triossi a Ravenna, scarabocchia “alla velocità di un temporale” sei Sonate a quattro per due violini, violoncello e – sorpresa – contrabbasso al posto della viola. L’organico è tutt’altro che un vezzo: i destinatari sono musicisti-amatori di casa, desiderosi di divertirsi quanto di brillare. I violini ottengono i fuochi d’artificio virtuosistici, il violoncello i grandi cantabili, mentre il contrabbasso – affidato all’ospite Agostino Triossi – borbotta, sfoggia qualche sortita buffa e si guadagna l’affetto del pubblico.

    Il Quartetto Cassioli (Samuele Bianchi, Damiano Babbini, Klara Wincor ed Enrico Ruberti) ne propone tre: pagine spavalde dove l’innocenza del ragazzino e la genialità dell’operaio della melodia convivono senza filtri. Fra esse spicca la Sonata n. 6 con il celebre “Temporale”, anticamera in miniatura dei nubifragi teatrali che Rossini scatenerà più tardi sul palcoscenico.

    A fare da contraltare c’è il Duetto per violoncello e contrabbasso (circa 1824), scritto per il virtuoso londinese David Salomons e per il veneziano Domenico Dragonetti. Qui i due strumenti si affrontano in un botta-e-risposta di lirismo e pirotecnia: nessuno vince, ma il pubblico gode di un piccolo spettacolo acrobatico in punta d’arco.

    Il gruppo prende il nome dallo scultore Giuseppe Cassioli (1865-1942), cui si deve il monumento funebre a Rossini nella Basilica di Santa Croce. Dove lo scalpello ha plasmato il marmo, gli archi modellano il suono: un omaggio che, nella cappella “La Fuga in Egitto” di Montaione, trasforma un salotto ottocentesco in una serata d’estate piena di brio, ancora capace – due secoli dopo – di far sorridere e battere il piede.

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