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  • #2024 eventi #Classica #Concerti d'Estate #Gruppi da Camera

    M’ama non m’ama

    domenica 16 giugno 2024
    Gambassi Terme (FI), Pieve S. Maria a Chianni
    domenica 16 giugno 2024 ore 18:00
    Settimino Tiarè
    Ludwig van Beethoven / Settimino per archi e fiati op.20
    Durata 50 minuti circa / non è previsto intervallo
    M'AMA NON M'AMA
    Il mio (odiatissimo) preferito
    ***
    violino Fiammetta Casalini
    viola Stefano Zanobini
    violoncello Klara Wincor
    contrabbasso Marco Tagliati
    clarinetto Emilio Checchini
    fagotto Umberto Codecà
    corno Andrea Mancini

    Classica 2024
    Biglietti
    Ingresso gratuito fino a esaurimento posti disponibili
    Per informazioni: Comune di Gambassi Terme - Unità operativa Turismo tel. 0571 1655154 - turismo@comune.gambassi-terme.fi.it

    “Perché Beethoven è l’unica persona al mondo a cui non sconfinfera il Settimino?”

    Secondo quanto ci riportano le corrispondenze e i documenti dell’epoca, sembra che Beethoven in età matura mostrasse un insofferente distacco nei confronti del Settimino in mi bemolle maggiore op.20, fino «a non poterlo più sopportare e ad adirarsi del successo che esso riscuoteva universalmente».L’opera venne composta dall’autore tra il 1799 ed il 1800, e pubblicata nel 1802 con una dedica all’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Fu eseguita in forma privata a Palazzo Schwarzenberg in un concerto del 2 aprile 1800, con un clamoroso successo. Successo che si mantenne sempre tale e che collocò il lavoro fra le più amate opere di Beethoven. Il lavoro appartiene a un prematuro Beethoven, composto alla fine del Settecento, e cioè negli anni di noviziato del musicista. In quel periodo, a Vienna, il giovane Ludwig si era sbizzarrito sulle più diverse combinazioni e mescolanze strumentali componendo molte opere per ensemble che vanno dal duetto all’ottetto. L’atmosfera del Settimino è quella già mozartiana e tutta settecentesca che risponde in pieno a tutti i criteri della musica di “intrattenimento”, quali erano stati codificati da una lunga e illustre tradizione di Serenate, Divertimenti, Cassazioni nel corso di un mezzo secolo. Lo stile “retrò” della partitura, è peraltro del tutto volontario, finalizzato a conquistare quel successo di pubblico di cui l’ingrato compositore, immemore dei non disprezzabili guadagni dovuti al brano, si lamentava.
    Non stupisce insomma che l’autore di partiture rivoluzionarie che avevano aperto nuove prospettive alla creazione musicale e che pure venivano accolte con sgomento e scetticismo dai contemporanei, manifestasse insofferenza verso la diffusione di un’opera così indissolubilmente legata al passato.


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