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  • #2022 #Stagione Concertistica

    Sollima

    sabato 12 febbraio 2022
    Pescia, Teatro Pacini
    sabato 12 febbraio 2022 ore 21:00
    GIOVANNI SOLLIMA concertatore e violoncello
    Orchestra della Toscana
    Eliodoro Sollima / Aria, per violoncello e archi
    Eliodoro Sollima / Nenia e Recitativo, per violoncello e archi
    Eliodoro Sollima / Divertissements de vieillesse n.2 per violoncello e fiati
    Giovanni Sollima / Fecit Neap. 17 (2012)
    Francesco Pulizzi / Quartetto in la maggiore (versione per orchestra d'archi)
    Biglietti
    info in arrivo

    Quelli di Giovanni Sollima non sono concerti, ma esperienze travolgenti di spettacolo. È vero che lui maneggia un violoncello, però non lo tratta come farebbe qualsiasi altro suo collega. Dello strumento, Sollima diventa burattinaio visionario, si diverte a fargli assumere identità differenti fino a stravolgerne la fisionomia. Così il suo compagno prende vita, recita, canta, danza, piroetta, volteggia a occhi bendati su una fune sospesa nel vuoto, si sperimenta nei salti mortali. E questo succede allo stesso modo quando Sollima suona pezzi suoi o se si confronta con il repertorio tradizionale. Lui è un super virtuoso del violoncello, sul quale si è formato con severità e costanza anche grazie agli insegnamenti di un maestro leggendario come Antonio Janigro. Il fatto è che la fantasmagoria di esperienze musicali da cui è stato fruttuosamente bombardato, dal folk al rock alla world music, ne hanno fatto un musicista che straborda volentieri da confini di generi, di influenze, di epoche. Perfino dal bon ton del concerto classico, dato che spesso suona da jazzista, senza rete. Del resto come potrebbe essere diversamente per uno che ha messo su uno squadrone di cento violoncelli con cui occupare strade e piazze, o che gira il mondo talvolta in compagnia di un violoncello di ghiacchio? Per questo programma da direttore e solista Sollima offre il suo Concerto per violoncello e orchestra Fecit Neap 17, dove mixa memorie del barocco napoletano ad atmosfere orientali. Ma soprattutto rende omaggio all’arte di colui che l’ha svezzato alla musica: suo papà Eliodoro (scomparso nel 2000), per quasi quarant’anni docente di composizione al Conservatorio di Palermo. Inoltre, restando nella sua Sicilia, presenta la versione per archi di un Quartetto di Francesco Pulizzi, compositore marsalese di fine Ottocento riscoperto di recente.


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