Classici e moderni
Una nuova commissione ORT di Paolo Catenaccio inaugura il concerto diretto da Balázs Kocsár, con solista Alexey Stadler. A presentarci il programma è il nostro direttore artistico Daniele Spini.
Rivolgersi ai giovani, per valorizzarli e preparar loro una strada futura, è l’impegno dell’Orchestra della Toscana più o meno da sempre.
Sono tantissimi i direttori e i solisti ormai affermati che hanno mosso i primi passi importanti nelle nostre stagioni, alternandosi ovviamente con altri di notorietà già consolidata.
Ci muoviamo nella stessa direzione anche per quanto riguarda i compositori, commissionando e mettendo in programma nuovi lavori, senza preclusioni in fatto di stili e linguaggi, convinti come siamo che le vie della musica siano davvero molteplici, se non infinite addirittura: e che nel nostro tempo l’antitesi, anzi la guerra fra avanguardia e conservazione, o anche più semplicemente fra innovazione e tradizione, che ha segnato tanta parte del Novecento, non abbia più molto senso.
Così come sempre meno sembra averne proclamato ancora quella incomunicabilità fra la musica colta e quella più genericamente riferibile all’intrattenimento che le avventure del secolo scorso erano parse affermare irreversibilmente. In questo concerto un direttore di grande esperienza come Balázs Kocsár e un solista giovane come Alexey Stadler arrivano all’ORT per presentare la prima assoluta della Grande Danse per violoncello e orchestra, composta su nostra commissione da Paolo Catenaccio: un compositore attivissimo, che a ventotto anni può sfoggiare sul suo sito un catalogo imponente, ma esigente anzitutto con se stesso al punto di spiegarci che ci sarebbero da aggiungerci tanti pezzi che ha preferito silenziare; e che scrive una musica in grado di parlare all’ascoltatore in termini moderni, senza fratture con i due capolavori del passato che tengono compagnia al pezzo appena nato.
Daniele Spini
