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  • Una trilogia per Dante

    Commissioni esclusive ispirate alla Divina Commedia

    La Fondazione ORT ha commissionato tre partiture ispirate alla Divina Commedia nell’occasione del settimo centenario della morte di Dante: prime assolute dell’americano Richard Danielpour (presentata nel concerto inaugurale dell’8 ottobre), di Lamberto Curtoni (29 ottobre) e Alberto Cara (12 novembre).


    Il pluripremiato compositore Richard Danielpour si è affermato come uno dei compositori più dotati e ricercati della sua generazione. La sua musica ha attratto una schiera internazionale e illustre di campioni e, come devoto mentore ed educatore, ha anche avuto un impatto significativo sulle giovani generazioni di compositori.
    “Voci dal Purgatorio” è stata composta a maggio a Los Angeles, durante il corso della pandemia 20/21 e dedicata a quegli italiani che hanno sofferto e sopportato strenuamente questi tempi difficili. Lo stesso Dante visse a cavallo di una grave epidemia in Italia, quella della peste. Questo brano, pensato per una  classica orchestra, è sia una riflessione sul secondo libro della Divina Commedia, sia l’equivalente contemporaneo e figurativo del “Purgatorio” vissuto in tutto il mondo durante questa pandemia. Non più sequestrati, possiamo vedere e abbracciare la vita, si spera, questa volta, senza darla per scontata. Tutto sommato, coloro che in tutto il mondo hanno sofferto e perso i propri cari, coloro che hanno lottato e hanno vinto questa crisi, sono stati i veri eroi del nostro tempo. È per loro che questa opera è stata composta. È offerta con gratitudine e spero sia accolta con spirito di apertura.

    Violoncellista e compositore piacentino, la carriera di Lamberto Curtoni è all’insegna dell’eclettismo e dell’amore per la contaminazione di generi musicali. Dopo i brillanti studi al Conservatorio Verdi di Torino, si perfeziona sotto la guida di Giovanni Sollima. Si esibisce oggi nelle più grandi istituzioni concertistiche italiane, e affianca la attività concertistica alla composizione. La sua musica viene eseguita in tutto il mondo. Ha debuttato come solista e compositore nel luglio 2020 con Il Ritmo della Terra, un’opera da camera per voce, vibrafono, violoncello ed ensemble.
    “Affreschi Danteschi” è un lavoro orchestrale ispirato ai canti dell’Inferno di Dante. Per la sua composizione mi sono ispirato all’affresco, e quindi a un’ipotetica rappresentazione pittorica dei versi. Ho composto il brano immaginando di rappresentare musicalmente affreschi raffiguranti scene complete e frammenti di essi, con la volontà di consegnare un brano composto da canti danteschi musicati in maniera completamente differente: come potrebbe essere la visione di un ciclo pittorico integrato da un restauro conservativo.

    Alberto Cara è autore di musica sinfonica, da camera, operistica, eseguita in Italia e all’estero. La sua prima opera, Il colore di Cenerentola, co-prodotta dal Teatro Regio di Torino e dal Teatro Comunale di Bologna, è andata in scena nel 2007. Altre sue opere sono state prodotte dal Teatro Donizetti di Bergamo (Lucia Off), Teatro dell’Opera giocosa di Savona e Teatro Comunale di Modena (La notte di Natale), e Teatro Coccia di Novara (Diva Killer e Boccaccio Delivery). Dal 2006 inizia una lunga collaborazione con i Pomeriggi Musicali di Milano, per la cui orchestra scrive: Fabula, Sinfonia dell’Aria, Ottavia, Wedding and Funeral Marching Band.
    La luce è un tema ricorrente nel Paradiso dantesco, ma la luce dell’Empireo è del tutto diversa da quella degli altri Cieli. “Forse semilia miglia di lontano” è il primo verso di Paradiso, XXX, che è il canto dell’accesso all’Empireo.Nel pezzo si racconta dello spaesamento di Dante, e della sua difficoltà ad affrontare una luce troppo forte e pura per l’occhio umano; e inoltre della difficoltà a riferire ciò che si vede, quando si afferra una verità così lontana da noi; di come questa difficoltà viene superata per via della Grazia e lasci spazio alla meraviglia. Ho immaginato un percorso che conduce in un luogo in cui si perde la volontà e la preoccupazione di descrivere, in cui ci si abbandona al moto e alla contemplazione, senza bisogno di comprendere.


    26 ottobre 2021

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