Voci senza voce
Prima assoluta per la commissione 𝗢𝗥𝗧 affidata alla compositrice 𝗔𝗻𝗻𝗮𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮 𝗚𝗲𝗱𝗱𝗮. Il brano Voci senza voce affronta temi estremamente attuali invitando ad interrogarsi sul valore della comunicazione. A Piombino il 20 di gennaio a seguire repliche a La Spezia, Firenze e Figline
Questo lavoro, come suggerito dal titolo, esplora tematiche legate alla comunicazione, alla libertà di espressione, all’identità, all’eloquenza che può essere espressa anche col silenzio.
Il brano nasce da una riflessione su come i poteri autoritari abbiano spesso messo a tacere le voci dei dissidenti e degli eretici privando gli individui e le masse della loro identità e della loro libertà di esprimersi.
Ma non è solamente l’oppressione a rendere le persone “senza voce”: anche l’indifferenza e il controllo sociale riescono a zittire individui e gruppi, mettendo in dubbio la credibilità del loro pensiero, come accade nelle società distopiche descritte da 𝗛𝘂𝘅𝗹𝗲𝘆 e 𝗢𝗿𝘄𝗲𝗹𝗹.
Voci senza voce vuole dare voce a chi è stato escluso, a chi è stato isolato, a chi è stato privato della propria libertà di espressione.
L’orchestra, dunque, non è stata considerata come un semplice insieme di strumenti, ma come una sorta di voce collettiva in grado di esprimere emozioni e concetti complessi.
Il titolo invita inoltre a riflettere sul fatto che in alcune circostanze il silenzio comunica più delle parole: può essere un atto di disobbedienza, il rifiuto di accettare una sottomissione, ma anche un modo di esprimere una consonanza così profonda che travalica le possibilità comunicative delle parole. Silenzio non come negazione e interruzione della comunicazione, ma come mezzo di espressione di pensieri e di emozioni.
Questa duplicità di sentimenti, questi contrasti interiori, si riflettono nella musica attraverso l’uso di gesti particolarmente significativi e pregnanti.
A parti più distese, quasi eteree – caratterizzate da linee più morbide e dall’uso di campi armonici più eufonici e intervalli più consonanti – si alternano sezioni più nervose e aggressive caratterizzate dalla reiterazione di passaggi violenti e incisivi, campi armonici e intervalli dissonanti, volti a creare una maggiore tensione. Sezioni, queste, contraddistinte da una forte identità musicale, che però non appariranno sempre alternate ma di tanto in tanto verranno intrecciate, mescolate, per creare nuove combinazioni.
Gesti taglienti e aggressivi, come l’irrompere deciso dei violini, si sovrappongono a elementi più morbidi quali il tappeto di armonici artificiali realizzato dalle viole e dai violoncelli e dal tam tam, evocando il frastuono di infinite voci dissonanti.
La biografia completa della compositrice è a questo link.
Qui l’elenco di tutte le repliche