Il ritorno dell’Orchestra della Toscana sul palco del Teatro del Giglio: un nuovo incontro tra grande musica e uno dei luoghi simbolo di Lucca, dove la tradizione si rinnova e il suono torna ad abitare uno spazio carico di storia
Se pensi a Lucca, probabilmente ti vengono in mente le mura, le biciclette, magari Giacomo Puccini. Poi, quasi inevitabilmente, c’è lui: il Teatro del Giglio Giacomo Puccini. Un nome che sembra delicato, ma che in realtà porta sulle spalle più di tre secoli di storia, incendi, rinascite e qualche polemica moderna che non guasta mai.
Un teatro pubblico, davvero
Non è solo un teatro “storico”. È uno dei più antichi teatri pubblici d’Italia ancora attivi nello stesso edificio. Nasce nel 1675 come Teatro Pubblico, costruito per volontà della Repubblica di Lucca in un momento in cui lo spettacolo era ancora affare da palazzi nobiliari. Qui, invece, si apre uno spazio per la città.
Poi succede quello che succede spesso alle cose vive: nel 1688 un incendio lo distrugge completamente. Fine? Neanche per idea. Nel 1692 è già ricostruito, più ricco, più decorato, più pronto a riprendersi la scena.
Dal “Pubblico” al “Giglio”
Il nome arriva solo nell’Ottocento, quando Lucca passa sotto i Borbone. Tre gigli nello stemma, nome deciso: Teatro del Giglio. Semplice, simbolico, e destinato a restare.
Nel 1819 il teatro viene ricostruito nella forma che, con modifiche e cicatrici, è arrivata fino a oggi. Da lì inizia la stagione d’oro: opera lirica, grandi interpreti, una città che si riconosce nel suo teatro.

Qui è passato mezzo mondo (musicale)
Sul palco del Giglio sono passati nomi che oggi stanno nei manuali: Gioachino Rossini, diretto addirittura da Niccolò Paganini, Maria Malibran, Gilbert Duprez.
E poi lui, inevitabile: Giacomo Puccini. Qui si è formato, qui ha accompagnato al pianoforte da studente, qui ha portato le sue opere. Edgar, La bohème, Tosca, Madama Butterfly: tutte passate da questo palcoscenico, spesso con il compositore presente a controllare ogni dettaglio. Non esattamente uno che “lasciava fare”.
Nel 2024, a cento anni dalla sua morte, il teatro ha aggiunto ufficialmente il suo nome. Scelta che ha fatto discutere, perché in Italia anche cambiare una targa può diventare una questione filosofica. Ma il legame era già lì da tempo, inciso nella storia più che nelle lettere.
Un teatro che cambia
Il Novecento non è stato gentile con il Giglio. Guerre, utilizzi impropri, restauri discutibili. Nel 1957 un intervento per aumentare i posti ha modificato in modo pesante la struttura originaria. Tradotto: più sedie, meno identità. Succede.
Eppure il teatro è sopravvissuto. Nel 1983 viene messo in sicurezza e nel 1985 ottiene il riconoscimento di “Teatro di tradizione”. Che non è una medaglia da esibire, ma una responsabilità: continuare a fare cultura in modo serio.

Oggi: vivo, non museale
Oggi il Teatro del Giglio Giacomo Puccini non è un monumento da guardare in silenzio. È un luogo che funziona: opera lirica, prosa, danza, concerti, formazione, progetti con le scuole.
Collabora con il Centro Studi dedicato a Puccini, ospita la Compagnia del Teatro del Carretto, mantiene una biblioteca e una videoteca che raccontano decenni di spettacoli. E nel 2024 ha anche iniziato un intervento di restauro che riporta alla luce il colore originale della facciata. Ogni tanto si torna alle origini, senza nostalgia, ma con un po’ di rispetto.
Perché conta ancora
Il punto è questo: il Giglio non è solo un teatro antico. È un teatro che non ha mai smesso davvero di essere usato. E in un paese pieno di bellezza ferma, è già qualcosa di raro.
Qui la storia non è chiusa in una teca. Si accende ogni volta che si alza il sipario.
In questo contesto ricco di memoria e vitalità, sabato 21 marzo alle ore 21:00 il palcoscenico del Teatro del Giglio accoglierà l’Orchestra della Toscana con Emmanuel Tjeknavorian e il violoncellista Jeremias Fliedl: In programma: la sospesa Morte di Mélisande di Sibelius, il Concerto n. 2 di Haydn e la luminosa Sinfonia n. 4 di Beethoven. Un’occasione unica per vivere grande musica in un teatro storico.
Indirizzo: Piazza del Giglio, 13/15, 55100 Lucca LU
Telefono: 0583 46531