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    L’Adagio dell’America



    Uno dei brani che più hanno segnato la cultura americana. L’Adagio di Barber, da colonna sonora del lutto nazionale a inno elettronico delle piste da ballo.

    La radio indipendente statunitense NPR, National Public Radio, nel 2019 presenta ai propri ascoltatori il programma American Anthem, cioè “inno americano”, in cui ogni puntata parla di una canzone o di un brano musicale che ha assunto un significato particolare nella cultura popolare degli Stati Uniti. E che forse di riflesso possiamo considerare buono anche per la nostra. 

    Barber performing
    I titoli in voga

    La selezione comprende, per esempio, My Way, nella versione di Frank Sinatra, come quintessenza del principio di autodeterminazione e indipendenza a ogni costo. Oppure, I Will Survive di Gloria Gaynor, bandiera delle comunità lgbt e di chi ha subito violenza domestica, sventolata su tutte le piste da ballo dagli anni Settanta in poi. Il “po-po-po” dei White Stripes, e poi Bruce Springsteen, Woody Guthrie, i Nirvana, Duke Ellington. Nell’elenco c’è anche l’Adagio per archi di Samuel Barber, “la musica più triste che sia mai stata scritta”, come l’ha definita il critico letterario e musicologo Thomas Larson

    In effetti il brano ha finito per diventare la colonna sonora dei momenti di cordoglio più intensi della storia americana: nel 1945 viene usata per il funerale del presidente Roosvelt, nel 1963 per quello di J.F. Kennedy, nel 2001 per commemorare le vittime del World Trade Center. “Ogni volta che il sogno americano subisce un catastrofico rovescio, alla radio viene trasmesso l’Adagio di Barber”, scrive il critico musicale del New York Times, Alex Ross

    Spartito Adagio
    Spartito Adagio per archi op. 11
    Focus sull’adagio

    Che l’Adagio evochi commozione e pietà se ne accorge anche Hollywood, che lo utilizza come sottofondo in varie pellicole. Una scena per tutte: la smitragliata subita da Willam Dafoe martirizzato in quel di Platoon. Sfido chiunque abbia visto il film a non ricordarsela.

    Ma l’Adagio ha anche un curioso destino, ben lontano da queste tristezze, come racconta il programma di NPR. Infatti, molti giovani, oggi, provano emozioni completamente diverse nell’ascoltare questo brano: è ancora un’esperienza corale, ma le luci abbagliano, le mani si alzano, le casse sparano bpm e decibel che vanno oltre qualsiasi frequenza accettabile da un orecchio maturo. È l’EDM, electronic dance music, la musica da ballo elettronica del nuovo millennio, e decine di migliaia di ragazzi ci saltano sopra, in raduni oceanici che hanno tutto il sapore del rito collettivo. L’Adagio di Barber, in questi anni, è stato trasformato dai dj di mezza Europa in un pezzo da sballo. Il “leggendario” padrino dell’edm, il dj olandese Tiësto, ne fa una versione remix che gli esperti considerano il capolavoro della musica trance: su YouTube ha quasi novanta milioni di visualizzazioni. 

    Cascata Eliasson
    Olafur Eliasson, Cascata, Hall Art Foundation, Reading, Vermont, 2013 – 2004

    Viene da fare una considerazione. Con questo brano, Barber voleva creare un flusso, come l’acqua delle Georgiche virgiliane, che in origine ha ispirato la composizione, la quale scorrendo produce un “mormorio gorgogliante” che disseta i campi riarsi. Si parla di rinascita, di vita. Togliamo finalmente il lutto da questo Adagio, e danziamo.

    Samuel Barber pensante con penna

    Eseguiremo il brano il 5 febbraio al Teatro Verdi di Firenze, e il 6 al Teatro Goldoni di Livorno.

    Fondazione Orchestra Regionale Toscana - Partita I.V.A. 01774620486 Privacy Policy | Cookie Policy Realizzazione sito WWS Snc