Tra arte, spiritualità e musica: la Certosa di Firenze si racconta come luogo di bellezza, storia e cultura viva, e ospita il primo concerto dell’ORT per la rassegna “Musica Diffusa 2025”
La Certosa di Firenze: un gioiello silenzioso tra le colline del Galluzzo
Il prossimo 1° ottobre 2025, la Certosa di Firenze ospiterà il primo concerto della rassegna “Musica Diffusa 2025”, promossa dall’Orchestra della Toscana.
Protagonisti dell’evento saranno il direttore Michele Campanella e la pianista Monica Leone. L’appuntamento inaugura il ciclo musicale nei luoghi simbolo del patrimonio toscano. La serata segna l’avvio della rassegna in un contesto di alto valore storico, artistico e spirituale.
Situata sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve, la Certosa di Firenze (nota anche come Certosa del Galluzzo) è un imponente complesso monastico circondato da mura che domina il paesaggio a sud di Firenze.

Origini e costruzione
La Certosa fu edificata a partire dal 1341 per volere di Niccolò Acciaioli, influente nobile fiorentino e Gran Siniscalco del Regno di Napoli. Alla sua morte, avvenuta nel 1365, l’edificio era già quasi ultimato. Il complesso fu ampliato nei secoli grazie a generose donazioni e fu concepito come luogo di spiritualità ma anche centro culturale, con una scuola di teologia e filosofia legata al convento .
Il nome “certosa” deriva dalla Grande Chartreuse, il monastero fondativo dell’ordine certosino sul massiccio della Chartreuse, vicino a Grenoble. Come tale, anche la Certosa di Firenze fu collocata in una zona inizialmente isolata, votata a contemplazione e silenzio

Una storia segnata da soppressioni e rinascite
Nel corso dell’Ottocento, la Certosa subì gravi spoliazioni a causa delle soppressioni napoleoniche e, successivamente, di quelle post-unitarie, che portarono alla dispersione di molte opere d’arte. Dopo un lungo periodo di abbandono, i monaci certosini riuscirono a rientrare nel complesso nel 1872, sebbene la proprietà fosse passata allo Stato. Un terremoto nel 1895 causò nuovi danni, con restauri conclusi solo negli anni Cinquanta. Dal 1958 la Certosa è custodita dai monaci cistercensi e, dal 2017, è affidata alla Comunità di San Leolino, impegnata nella valorizzazione culturale e spirituale del luogo

La Chiesa di San Lorenzo, cuore spirituale del complesso, è un capolavoro rinascimentale ricco di affreschi, pitture e un sontuoso altare in marmo del XVI secolo. Nella cripta sono conservati i sepolcri della famiglia Acciaioli.
Il grande chiostro rinascimentale, con pozzo centrale, offre scorci sulle celle dei monaci e sulle ceramiche di Andrea e Giovanni della Robbia. Da qui si accede alla zona dei Conversi (i fratelli laici), caratterizzata da piccole logge sovrapposte, e al refettorio .
Particolarmente celebri sono i cinque lunetti affrescati da Pontormo (1522‑1525) sul tema della Passione di Cristo, originariamente collocati nel chiostro ma oggi esposti nella sala capitolare per preservarne la conservazione.
La Certosa fu un’importante attrazione per l’architetto Le Corbusier, che la studiò ai tempi della gioventù e ne trasse ispirazione per i suoi progetti urbanistici. È inoltre sede della Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino, un istituto culturale italiano senza scopo di lucro.