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    Chiudere il cerchio



    La nostra spalla Giacomo Bianchi è andata a visitare la mostra “Angeli caduti” di Anselm Kiefer a Palazzo Strozzi cercando dei punti di contatto tra le due arti. Questo è il suo racconto.

    Il cielo terso, acceso e percorso da solitarie nuvole bianche di venerdì 14 giugno ha accompagnato me e mia moglie Giordana a vivere della mostra a Palazzo Strozzi dedicata ad Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti tra XX e XXI secolo.

    Per avvicinarmi il più possibile al messaggio della mostra Angeli caduti ho cercato di documentarmi un minimo circa la storia dell’autore, esattamente come tento di fare ogni volta che mi preparo ad assistere ad un concerto di musica classica. Non dico sia indispensabile, ma cogliere lo stato d’animo, le intenzioni dell’artista e l’ambiente che lo circonda nel momento della sua creazione contribuisce ad una fruizione più ampia e completa della sua opera.

    Anselm Kiefer Angeli caduti

    Nato esattamente due mesi prima dell’Atto di capitolazione della Germania nazista, Kiefer permea il suo contributo artistico di una potenza testimoniatrice: attraverso il ricordo della sofferenza della sua terra, attraverso lo studio, il recupero e la ricerca dona all’uomo la possibilità di non dimenticare mai l’eterna lotta fra il bene e il male.

    Iniziare la mia prima stagione ORT con la Quarta di Mahler, suonando il “solo” del violino scordato che in una danza satanica rinvia simbolicamente alla morte, poi vinta in ultima istanza dalla “Vita Celestiale”, e concluderla con la mostra Angeli caduti di Kiefer mi dona una bella sensazione di ciclicità, di “cerchio che si chiude”, di consapevolezza di un’insussistenza del caso. Entrambi gli autori elaborano nelle opere citate la lotta tra il Bene e il Male, invitando l’uomo a riflettere sul rapporto tra spirito e materia, cielo e terra, luce ed ombra.

    Anselm Kiefer Angeli caduti

    Kiefer lo fa attraverso l’immensità di Engelssturz (Caduta dell’Angelo) posizionato nel cortile del palazzo e poi ancora nella mostra con Luzifer che precipita dallo spirito alla materia, con i suoi numerosi girasoli che simboleggiano le stelle (nella foto qui sopra), con la rappresentazione manifesta della filosofia pre e postsocratica, a lui molto cara (egli stesso dice “La pittura è filosofia” ).

    Un’ulteriore spontanea associazione con la musica di Mahler si è manifestata, non più a livello di contenuti, ma di sensazioni, nel momento in cui siamo entrati nella sesta sala: Vestrahlte Bilder, 60 dipinti e specchi (nella foto sotto). L’impatto visivo di così numerosi dipinti su pareti e soffitti moltiplicati dagli specchi sottostanti ed intrisi di una grandissima quantità di colore mi ha ricordato il vortice di suono che ci può invadere nei vertici più densi e carichi del sinfonismo mahleriano.

    Anselm Kiefer Angeli caduti

    Ultima sensazione da condividere legata alla correlazione pittura-musica-percezione che è stata al mio fianco lungo tutto il percorso della visita è la seguente.
    Spesso durante l’ascolto del repertorio soprattutto classico e romantico capita che possa godere della materialità di ciò che mi giunge all’orecchio: il suono puro e denso si trasforma in qualcosa di tangibile. Il senso del tatto comincia a partecipare in modo imaginifico a ciò che dovrebbe essere ad utilizzo esclusivo dell’udito.
    Con l’arte di Kiefer ho avuto la stessa identica esperienza (la vista perde la sua esclusività a favore di una compartecipazione tattile, materica) grazie alla sua abilità di creare opere imponenti e suggestive utilizzando molto colore, metalli, semi e piante, gesso, foglie d’oro, tessuti e stampe fotografiche.

    E’ stato un bel viaggio in un continuo alternarsi di quella dualità che sta alla base di tutta l’arte e forse anche dell’uomo, un’alternarsi di due opposti che sembra abbiano un continuo bisogno l’uno dell’altra: spirito e materia.

    Ve lo lo consigliamo, a Palazzo Strozzi ancora fino al 21 luglio.


    Anselm Kiefer
    Angeli caduti
    Firenze | Palazzo Strozzi
    Tutti i giorni 10.00-20.00 – Giovedì fino alle 23.00
    Info e prenotazioni – Tel. +39 055 26 45 155
    Dal lunedì al venerdì 9.00-18.00
    prenotazioni@palazzostrozzi.org

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