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  • La partitura dimenticata



    Cuore degli appuntamenti concertati da William Chiquito è un arrangiamento bachiano inedito e a lungo dimenticato di Mario Castelnuovo Tedesco. In programma a Firenze il 25 marzo, con replica a Pisa il 29. Vi raccontiamo la storia.

    Un concerto originale il nono della stagione, protagonista la compagine degli archi dell’ORT, guidata dal primo violino William Chiquito, concertatore per l’occasione della sua nuova orchestra. Con l’ORT da marzo 2021, il colombiano trentatreenne, viene da Roma, dalla prestigiosa Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove è stato violino di fila.
    In programma arrangiamenti e trascrizioni per orchestra di archi, opere a volte dimenticate o riscoperte, ma in qualche modo parte della storia della musica cameristica. Si inizia dal Divertimento di un Mozart adolescente che compone uno dei suoi primi esperimenti nel campo del quartetto per archi.

    Cuore del concerto, una partitura inedita a lungo dimenticata del grande compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco: il suo arrangiamento per archi della Partitura in si minore per violino di Johann Sebastian Bach verrà eseguito per la prima volta, dopo un’attenta revisione, condivisa dagli eredi, e realizzata dal manoscritto autografo, appositamente per l’ORT (Edizioni Curci, l’editrice che ne curerà la pubblicazione, dopo la sua esecuzione).
    Verrà consegnata così ai tempi moderni quest’opera mai pubblicata, dopo che fu eseguita per la prima volta in un festival bachiano a Los Angeles nel 1951, con il compositore ancora in vita. Castelnuovo-Tedesco è un autore le cui opere nel dopoguerra sono uscite dai cartelloni europei, ma che nel terzo millennio godono di una entusiastica riscoperta. Costretto a fuggire negli Stati Uniti nel 1939 a causa delle leggi razziali, proprio quando le sue opere riscuotevano consensi in tutta Europa, e la stima di musicisti come Toscanini, Heifetz, Gieseking, Segovia e Casella, fu accolto dall’industria del cinema di Hollywood per cui scrisse celebri colonne sonore fra cui ricordiamo quella per Dieci piccoli indiani di René Clair da Agatha Christie (1945).

    Fu anche “il maestro dei maestri”, insegnando a futuri maestri del genere, come Henry Mancini, André Previn e John Williams. Il suo catalogo conta oltre 200 numeri d’opera, musica sinfonica, cameristica e liriche vocali.

    In chiusura un’altra trascrizione, firmata Gustav Mahler a fine Ottocento, di uno dei più belli e strazianti quartetti d’archi di Schubert, Quartetto in re minore D.810 meglio conosciuto come “La morte e la fanciulla”: un esplicito riferimento all’omonimo Lied per canto e pianoforte scritto dallo stesso Schubert nel 1817.
    Il concerto fiorentino inizialmente previsto per il 27 gennaio è stato riprogrammato causa covid a venerdì 25 marzo (sempre al Teatro Verdi, inizio ore 21), con replica ala Verdi di Pisa il 29 marzo.

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