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  • Wolfgang Amadeus Mozart 1 Copia

    Visti da dentro



    Mozart imprenditore di se stesso: tra concerti autoprodotti, sinfonie scritte al volo e un’arte che unisce creatività e strategia, già nel XVIII secolo il genio musicale sapeva trasformare la passione in successo.

    Immaginatevi Mozart che arriva in una città nuova e si mette a organizzare un concerto. Prendiamo Parigi, per esempio. Arrivato con la mamma, alla ricerca di un modo per evadere dalla “gabbia” salisburghese, il giovane Wolfgang si dà da fare: tesse una ragnatela di conoscenze, suscita interesse, e nel frattempo organizza un’académie. Che significa? Compone la Sinfonia n. 31 “Parigi” K. 297, paga di tasca propria gli orchestrali e intasca gli introiti. Risultato? “Con le accademie qui non si guadagna quasi nulla”, si lamenta in una lettera al padre. Mozart usò spesso questa formula di autofinanziamento e autopromozione. 

    A Vienna, tra il 1784 e il 1786, organizzò addirittura delle vere e proprie stagioni concertistiche “a sottoscrizione”: borghesi e aristocratici viennesi compravano un abbonamento anticipato e con il ricavato Mozart metteva in piedi concerti dove si esibiva come pianista solista eseguendo i suoi concerti per pianoforte, seguiti da sinfonie dipropria composizione. La Sinfonia K. 425, la famosa “Linz”, rientra in questa casistica. Il conte Thun decise di organizzare in tutta fretta un’accademia musicale pubblica in onore di Mozart, il quale però non si era portato dietro nemmeno una sinfonia. “Martedì 4 novembre darò qui un’Accademia, e poiché non ho con me nemmeno una Sinfonia, devo scriverne una nuova in gran fretta”, scrive Mozart. Quel geniaccio, naturalmente, non aveva certo problemi a sfornare una tale sinfonia di getto! 

    Oggi ci pare così strano che i musicisti classici fossero imprenditori di se stessi. E ci si potrebbe domandare: ma è rimasto qualcosa di tutto ciò? Beh, che domanda! Certo che sì.

    Poco più di un anno fa si è concluso “The Eras Tour” di Taylor Swift: 150 concerti, 10 milioni di biglietti venduti, 2 miliardi di dollari di incasso, con un indotto di musicisti, ballerini, tecnici audio, video, luci e via dicendo assolutamente impressionante. Sì, direi che Taylor Swift è la Mozart di oggi. E non lo dico per provocare (o forse… sì!).

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