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    A onor del vero siamo un po’ più a sud ovest, a Kampala in Uganda, ma non abbiamo resistito al gioco di parole. È li che il nostro primo corno Andrea Albori ha incontrato l’associazione AMS – Africa Music School – dando il suo contributo personale per strappare alla strada bambini e ragazzi spesso abbandonati a se stessi. Questo è il suo racconto.

    La musica per me non è solo arte; è un ricordo di tanti anni fa, quando da bambino osservavo i concerti alla televisione, sognando di far parte di una grande orchestra e potermi esprimere attraverso le note in tutto il mondo. Perché la musica è comunicazione; è un linguaggio universale che tutti comprendono e che tutti dovrebbero aver la possibilità di imparare. 

    Questo pensiero mi ha accompagnato lungo tutta la mia carriera e ha trovato conferma nel marzo del 2018 quando ho conosciuto la AMS – Africa Music School. Furono loro a contattarmi per parlare del loro progetto. Questa realtà nasce nel 2017 da un’idea del trombonista Francis Kalema determinato a fondare una scuola di musica nella città di Kampala, in Uganda. Una struttura gratuita e rivolta a tutti, ma soprattutto agli ultimi, che purtroppo vivono per strada, in situazioni di forte povertà e scarse prospettive future. L’obiettivo è quello di permettere a chiunque di apprendere e sperimentare la musica, come passione e forma di intrattenimento. Ai giovani viene offerta un’alternativa alla vita spesso criminale e pericolosa che la strada pone dinanzi a loro. La AMS diviene così un sostegno, un luogo dove sentirsi considerati e uniti da qualcosa di profondo.

    Questo contatto mi convinse a sostenerli attraverso aiuti economici e relativi alla dotazione di strumenti musicali. Dopo di me altre realtà offrirono il proprio contributo, come la Scuola di Musica Schumann di Figline Valdarno e il negozio di musica Onerati che donarono alcuni strumenti. 

    Da questa piccola collaborazione è iniziato un rapporto intenso.

    Nell’aprile del 2019, dunque, sono partito alla volta di Kampala. Un viaggio di dieci giorni durante i quali ho offerto le mie competenze musicali ai ragazzi ed ai loro insegnanti. Dieci giorni in cui ho avuto modo di conoscere meglio l’intero progetto aiutando Francis a risolvere un problema che minava la sopravvivenza della scuola. Da tempo, infatti, era necessario trovare una nuova sede a causa della decisione da parte dell’amministrazione di demolire la struttura per allargare la strada. Una volta trovata abbiamo pagato i primi mesi di affitto e adesso, attraverso una raccolta fondi, stiamo cercando di garantire la copertura delle spese future. 

    La scuola accoglie un ensemble di musica e danza tradizionale ugandese, promuovendo la cultura locale come forma identitaria e come modo di presentarsi all’esterno. Sento di essere stato il loro tramite con il mondo europeo, il primo a concedergli attenzione; lo strumento che li ha accordati al resto del mondo, accrescendo la loro credibilità e garantendo per l’associazione.

    Adesso quando ripenso a quel bambino davanti alla televisione vedo tutti i volti conosciuti a Kampala, con gli stessi occhi sognanti e il desiderio di vivere con e nella musica. 


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