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    Il Municipale di Piacenza



    Un meraviglioso teatro tardo settecentesco dalla storia importante e dal presente prestigioso. Sarà la prima tappa del ritorno con l’ORT del direttore Umberto Clerici. Solista al violino Giulia Rimonda.

    Il Maestro Umberto Clerici, attualmente in forza alla Queensland Symphony, affiancato da Giulia Rimonda solista al violino, ci dirigerà venerdì 5 aprile al Teatro Municipale di Piacenza. Questa è l’occasione per ripercorrerne in breve le tappe storiche.

    Costruzione e inaugurazione

    Il Teatro Municipale di Piacenza fu inaugurato il 10 settembre 1804 con Zamori, ossia l’Eroe delle Indie, dramma serio per musica del bavarese Giovanni Simone Mayr. La costruzione del teatro, progettato dall’architetto piacentino Lotario Tomba  ebbe inizio nel settembre del 1803 per concludersi l’anno successivo. Piacenza fu la prima città emiliana ad avere un teatro nuovo, modernamente concepito, nello stile tardo settecentesco. 
    La forma della sala “tre quarti d’ellisse” inventata da Lotario Tomba dopo accurati studi, fu l’innovazione che rivoluzionò i princìpi su cui, fino ad allora, si era basata l’architettura teatrale europea che adottava la forma a “U” o a “ferro di cavallo”. Oltre a rispettare canoni estetici, la pianta esalta anche l’aspetto tecnico: veniva ed è tuttora considerato uno dei teatri italiani con la migliore acustica.
    Qualità che non sfuggirono agli occhi di un viaggiatore attento quale fu Stendhal di passaggio a Piacenza nel 1816; lo scrittore francese definì il Teatro Municipale uno “Tra i più belli, anzi il più bello d’Italia”. Molti pittori, scultori ed artigiani parteciparono in tempi diversi alla creazione ed al completamento degli addobbi e degli arredi realizzando dipinti, intagli, bassorilievi, preziose vetrate a specchio al mercurio e artistiche decorazioni lignee dorate. 

    Interventi e restaurazioni

    Nel 1830 Alessandro Sanquirico, per anni architetto e scenografo del Teatro alla Scala, modificando il disegno lasciato da Tomba, progettò la facciata realizzando un duplice porticato coperto da un terrazzo a balaustra sovrastato da un colonnato ionico di grande effetto che sostiene il timpano dove è collocato lo stemma della città. 
    L’edificio era in stile neoclassico, ma il sopracitato rifacimento della facciata nel 1830 mitigò l’influenza neoclassica del progetto originario, conferendogli l’aspetto attuale. 
    Altri interventi furono operati, come quello del 1895, quando il Municipale divenne il primo teatro in Italia ad essere interamente illuminato da lampade ad energia elettrica. 

    Dal ‘900 ad oggi

    Nel 1976 fu creato il Salone degli Scenografi, un piccolo teatro nel teatro con una capienza di circa 300 posti, e nel 2001 è stato collocato il lampadario composto da 3450 baguette di cristallo Swarovski. Nel 2004 durante i restauri per il bicentenario della nascita sono stati riportati alla luce i dipinti dei soffitti dei palchi, risistemata la Sala del Ridotto dove ora sono ospitati alcuni cimeli storici del teatro. 
    Il 15 settembre dello stesso anno ha luogo la rappresentazione di Nabucco, in presenza dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi. 
    Dal dicembre 2004, il Municipale è sede dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” (in condivisione con Ravenna) diretta dal Maestro Riccardo Muti. Nel tempo ha cambiato più volte nome: da Teatro Nuovo a Teatro Comunicativo a Teatro Comunale all’odierno Teatro Municipale. Sul suo palcoscenico si sono esibiti i più grandi artisti di ogni epoca e il suo pubblico è da sempre considerato tra i più competenti ed appassionati, tanto che Ernest Hemingway, in “Addio alle armi” lo definisce “un teatro severo, un traguardo arduo ma molto importante e prestigioso”.  

    Per maggiori info sul concerto, cliccare qui. Per acquistare i biglietti, cliccare qui.

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