Menu
  • it
  • en
  • marc bouchkov

    Un concerto leggendario



    Dal 6 aprile inizia la serie di date in cui il Maestro Umberto Clerici dirigerà l’ORT in Toscana. Si parte da Pistoia, a seguire Poggibonsi (8), Piombino (9), Firenze (10) e Incisa (11). Il solista sarà il violinista belga Marc Bouchkov che si cimenterà nel celebre Concerto per violino e orchestra di Mendelssohn.

    Il Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy è stato e rimane uno degli evergreen dei repertori internazionali e uno dei capisaldi della letteratura per lo strumento. 

    Un solista d’eccezione

    Come la gran parte dei Concerti di epoca romantica, anche questo illustra a pieno titolo la collaborazione tra compositore e interprete, in questo caso il violinista Ferdinand David, primo violino dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia.
    In uno scambio epistolare tra i due nell’estate del 1838, Mendelssohn svelò di voler lavorare a un concerto per violino in mi bemolle,  “il cui inizio non mi lascia un minuto di pace”. Un anno dopo, David “incalzò” il compositore alla stesura definitiva del Concerto. Mendelssohn si definì lusingato della gentile insistenza con cui il celebre solista “richiese” la sua composizione sartoriale, fatta a misura per le sue dita e la sua spalla. Tuttavia, il compositore replicò: “Voi lo vorreste brillante (il concerto, ndr), e come credete che uno come me lo possa! Il primo assolo deve essere tutto nella tonalità di mi”. 

    La stesura

    Lavorando al Concerto, Mendelssohn consultò regolarmente il violinista sia per questioni di struttura formale e di dettagli che sugli aspetti pratici della scrittura per solo. Si racconta che fu lo stesso David a scrivere una buona parte del primo movimento in mi minore (allegro molto appassionato), caratterizzato da una melodia seducente di grande semplicità. 
    Il secondo movimento andante, invece, si rifà al filone delle Romanze senza parole dello stesso Mendelssohn. Il terzo e ultimo movimento parte quieto (allegretto non troppo in mi minore) e poi esplode (allegro molto vivace in mi maggiore) in un tripudio stilistico che a sua volta riecheggia un’altra opera del compositore, Sogno di una notte di mezza estate, ispirata dall’omonima opera letteraria shakespeariana. Questa composizione sembra esistere al solo scopo di smentire la reputazione di compositore neoclassico di Mendelssohn. La cifra stilistica evidente e ben rintracciabile di questo celebre Concerto è di stampo romantico, e fu innovativa per l’epoca la scelta di far iniziare il Concerto al solista. 
    La stesura fu ultimata il 16 settembre del 1844 a Francoforte.

    gewandhaus leipzig
    Interno della Gewandhaus (ristrutturata) di Lipsia, sede della prima esecuzione del Concerto.
    La “prima” del concerto (e i suoi altri grandi interpreti)

    La sua prima esecuzione venne eseguita alla Gewandhaus di Lipsia il 13 marzo del 1845 dallo stesso Ferdinand David sotto la direzione del direttore danese Niels Gade in quanto Mendelssohn, in cattive condizioni di salute, non poté presenziare all’esecuzione. Successivamente, il 23 ottobre dello stesso anno, il concerto venne replicato, sempre dal violinista David, ma questa volta sotto la direzione dell’autore, ottenendo un enorme successo. 
    Il solista di una successiva esecuzione, avvenuta il 27 giugno del 1856 presso la Philarmonic Society di Londra, fu l’italiano Camillo Sivori, che fu omaggiato dallo stesso Mendelssohn di un violino con dedica: “à Mr. Camillo Sivori avec bien des remerciements” (“al Signor Camillo Sivori, con molti ringraziamenti”). Un altro illustre interprete di questo concerto fu il virtuoso ungherese Joseph Joachim, uno degli allievi prediletti di Mendelssohn. 

    Per ulteriori informazioni, per consultare date e prezzi e prenotare biglietti per i concerti di Marc Bouchkov e Umberto Clerici con l’ORT, cliccare qui.

    Fondazione Orchestra Regionale Toscana - Partita I.V.A. 01774620486 Privacy Policy | Cookie Policy Realizzazione sito WWS Snc