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    La “Cenerentola allegra”



    In programma nella prossima produzione l’Ottava di Beethoven, considerata la più graziosa (e simpatica) tra le sue sinfonie. A dirigerla un amico di lunga data dell’ORT, Umberto Clerici, attuale direttore principale della Queensland Symphony Orchestra in Australia.

    L’ottava sinfonia è la più breve e più atipica delle composizioni sinfoniche di Ludwig van Beethoven. È a lungo stata considerata come la “Cenerentola” delle sinfonie del compositore di Bonn.
    Di carattere brillante e spirituale, essa segna un ritorno inatteso ad una forma decisamente classica, consona ai modelli di Mozart e Haydn.

    La stesura (e quell’incontro alle terme)

    Beethoven lavorò all’Ottava Sinfonia durante il 1811 completandola però nell’estate dell’anno seguente a Teplitz, Karlsbad e Linz. In particolar modo, il suo soggiorno nella cittadina termale di Teplitz (o Teplice, nell’attuale Repubblica Ceca) fu significativo. Tramite l’amica in comune Bettina Brentano, scrittrice e musa di numerosi pensatori e artisti, Beethoven ebbe modo di conoscere Johann Wolfgang von Goethe, che il compositore ammirava molto. Ci piace pensare che il padre della Weltliteratur (“letteratura del mondo”) debba aver avuto un influsso nella stesura di questa sinfonia, che incorpora elementi del classicismo, come detto, in una struttura che punta alla brevità e tradisce una certa ironia, inusuale per il titanico, mitico e “greve” Beethoven. Il tema ricorrente del “destino”, infatti, non è presente in questa sinfonia che invece si concentra su toni più distesi. Il fa maggiore detta un sentimento di serenità e di gioioso senso della vita che esplode nell’Allegro iniziale. 

    Una sinfonia spiazzante

    I tratti umoristici, se non addirittura burleschi di questa “piccola sinfonia” (come la descrisse Beethoven stesso), sono rintracciabili nel secondo movimento (allegro scherzando), in cui si “imita” l’oscillazione del metronomo, tanto ossessiva quanto vivace, riprendendo a sua volta un canone scherzoso che il compositore di Bonn dedicò a Johann Nepomuk Maelzel, inventore appunto del prezioso dispositivo ritmico, “fido compagno” di numerosi musicisti e compositori. Il ta-ta-ta (da non confondersi con il ben più celebre Tan Tan Tan Taaan della Quinta, quella sì urgente e dai tratti ben più scuri) imita quindi l’incedere meccanico del metronomo, con l’accompagnamento dei legni contrappuntati dagli archi, che ricamano una linea melodica ora incisiva, ora grottesca. Il minuetto sostituisce lo scherzo nella struttura atipica di questa Sinfonia, richiamando danze settecentesche. L’allegro vivace finale esplode in un tripudio burlesco che richiama Haydn.

    Teplice (o Teplitz), cittadina termale in cui avvenne l’incontro tra Beethoven e Goethe
    La prima esecuzione

    Fu eseguita la prima volta in pubblico, sotto la direzione dell’autore, il 27 febbraio 1814 nella Sala del Ridotto al Burgstheater di Vienna, in un concerto tutto di musiche di Beethoven (fra le quali spiccava ancora la Settima Sinfonia, una sorta di “hit” assoluta del compositore austriaco). Fu accolta tiepidamente dal pubblico, il quale fu spiazzato dal tenore vivace e dal recupero di sonorità appartenenti al secolo precedente. 
    Per ulteriori informazioni, per consultare date e prezzi e prenotare biglietti per i concerti di Umberto Clerici con l’ORT, cliccare qui.

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