Menu
  • it
  • en
  • San Galgano

    Per tetto un manto di stelle



    Nel silenzio suggestivo dell’Abbazia di San Galgano, Sonia Bergamasco restituisce voce e dignità alla poetessa contadina Dina Ferri, in un concerto che intreccia parole e suoni con l’Orchestra della Toscana sulle note di Grieg, Honegger e Haydn.

    La voce ritrovata di Dina Ferri

    Questa sera, 15 luglio alle ore 21:30, nel cuore della campagna senese, il suggestivo scenario dell’Abbazia di San Galgano si trasforma in palcoscenico per un evento unico e carico di emozione: Sonia Bergamasco ridà voce a Dina Ferri, poetessa pastora scomparsa prematuramente nel 1930, accompagnata dalle note dell’Orchestra della Toscana, protagonista di un concerto che unisce parola e musica in un equilibrio delicato e potentissimo.

    L’appuntamento, parte del Festival Entroterre, non è solo uno spettacolo ma un atto di riscoperta e restituzione. In programma musiche di Grieg, Honegger e Haydn, in un percorso sonoro che attraversa la malinconia, la dolcezza e l’energia della natura, proprio come i versi della giovane Dina Ferri.
    A rendere ancora più evocativa l’esperienza saranno gli assoli: il flauto, con il suo suono vellutato, l’oboe, dal timbro dolce e avvolgente, e il clarinetto, con la sua calda profondità emotiva, si intrecceranno con le parole della poetessa, interpretate da Sonia Bergamasco con la sensibilità e la misura che la contraddistinguono.

    San Galgano di notte
    Una voce nata tra i pascoli

    Dina Ferri nasce nel 1908 a Radicondoli, piccolo borgo senese adagiato tra le colline metallifere. Cresce in una famiglia contadina, figlia di un padre autodidatta e socialista, spesso bersaglio delle violenze fasciste. La sua adolescenza si svolge in un’Italia in bilico tra le macerie della Grande Guerra e l’ombra crescente del regime. In questo contesto duro e aspro, Dina comincia a scrivere.

    Nonostante la fatica del lavoro nei campi e le responsabilità familiari, sviluppa una voce poetica limpida, istintiva, vibrante di immagini naturali. Scrive durante il pascolo, annotando le sue “impressioni” in un taccuino che chiama “quaderno del nulla”. Non conosce la metrica, ma i suoi versi hanno un ritmo ancestrale, quasi orale, come filastrocche nate dalla terra, intrise di vento, animali, silenzi.

    Un incidente le compromette una mano e la costringe ad abbandonare il lavoro manuale. Paradossalmente, è questa disgrazia a permetterle di tornare a scuola: cammina dieci chilometri al giorno per studiare. Una maestra intuisce il suo talento e si batte per farle avere una borsa di studio. Dina entra in collegio e, per un attimo, sembra che la poesia possa diventare davvero il suo futuro.

    Dina Ferri
    Una cometa letteraria

    Negli ultimi anni della sua breve vita, Dina Ferri viene notata da importanti personalità culturali. I suoi scritti iniziano a circolare, escono sulla rivista La Diana, e il suo nome arriva fino agli Stati Uniti, dove nel 1933 verrà pubblicato “Il quaderno del nulla”. Ma la malattia la coglie all’improvviso: una tubercolosi diagnosticata troppo tardi la conduce alla morte, a soli ventuno anni, nel “reparto delle donne povere” dell’ospedale di Siena.

    Poi il silenzio. Per decenni, Dina Ferri scompare dalle antologie e dalla memoria collettiva. Fino a quando, nel 1999, Luigi Oliveto ne cura la riedizione, e nel 2020 è la volta di Nicoletta Mainardi e dell’editrice Le Lettere che ripropongono il suo quaderno come testimonianza di un talento autentico e sorprendente. Nel 2024 il Comune di Radicondoli ha istituito il premio letterario “Dina Ferri” in suo onore.

    Sonia Bergamasco
    Sonia Bergamasco: “Una voce di straordinaria intensità”

    A far rivivere Dina Ferri in questa serata speciale è Sonia Bergamasco, attrice e regista tra le più raffinate del panorama italiano, che ha dedicato parte della sua carriera all’esplorazione della parola poetica in scena.

    “Non conoscevo Dina Ferri – racconta – e ho scoperto una voce poetica dal respiro straordinario. Versi umili, percorsi da una sconcertante densità. Parole immediate, trame istintive, capaci di tenere insieme immaginario e realtà.”

    L’interpretazione della Bergamasco, accompagnata dalle musiche scelte e dirette da Davide Trolton, non è solo una lettura ma un vero e proprio viaggio emotivo, in cui la parola si fonde con il suono, dando vita a un’esperienza sensoriale che attraversa il tempo e restituisce profondità alla memoria. 

    Per informazioni consultare la scheda del concerto sul nostro sito.


    Fondazione Orchestra Regionale Toscana - Partita I.V.A. 01774620486 Privacy Policy | Cookie Policy Realizzazione sito WWS Snc