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    Tornare a suonare di nuovo insieme. È quanto successo nell’ultima edizione di “Caro Andrea, …” quando l’audio di una vecchia registrazione è diventato prima un video e poi una nuova esecuzione. Per tanti suoi amici è stato come tornare a suonare con Andrea Tacchi. Il racconto di chi c’era.

    Siamo nel maggio del 2003. In Palazzo Vecchio un concerto per raccogliere fondi per l’Iraq con l’Orchestra dell’Agimus di Firenze, solista Andrea Tacchi; in programma le Quattro Stagioni di Vivaldi e le Quattro Stagioni di Piazzolla “cucite” tra loro dalle Quattro Mezze Stagioni di Andrea Farolfi; come bis ” ancora una piccola cosa di Piazzolla: Oblivion “. L’audio del concerto viene registrato da un amico.

    In occasione della quarta edizione di “Caro Andrea”, nel settembre 2020, decidiamo di dar vita ad una persistente idea di Luca Provenzani: far rivivere il suono del Tacchi. Così sulla base audio di quella vecchia registrazione di Oblivion vengono sovrapposte varie immagini , creando un video sul quale poi l’orchestra suona in diretta, accompagnando il violino registrato di Andrea. Tutto ciò viene ulteriormente ripreso ed è questo il risultato che vi presentiamo.

    Prima di questa esecuzione Luca Provenzani si rivolse al pubblico presente con queste parole: “La Musica è anche un veicolo dei Sentimenti; quando suoniamo, interpretiamo un brano cercando di rispettare la pagina, il volere del compositore, siamo appunto esecutori … Ma quando nel farlo ci aggiungiamo un po’ della nostra vita, del nostro pensiero, della nostra anima, questa pagina si arricchisce di valore e di sentimenti e non è solo un’ interpretazione della composizione; questa partecipazione emotiva non è misurabile, ma viene recepita dal pubblico, l’emozione e il sentimento passano oltre la composizione e creano nel momento qualcosa di unico.

    Se c’è un sentimento di Amore, di Malinconia, oppure di Rabbia questa arriva, c’è un percorso di andata e ritorno tra i musicisti, il pubblico ed anche con il compositore … Noi con Oblivion vogliamo fare questo, risuonare con Andrea per risentire nel nostro teatro quel suono che tanto ci manca, vogliamo farlo con la gioia e la gratitudine che gli dobbiamo.

    Non sarà solo suonare su una base registrata, sarà fare un viaggio con la Musica e con Andrea dove le barriere del tempo e dello spazio non esisteranno. Non suoneremo con gli strumenti ma con i sentimenti, suonare con Andrea per creare un ponte di dialogo e ascolto con l’infinito e con l’eterno, con l’inconoscibile. Lo faremo anche insieme a voi del pubblico che tanto avete amato quel suono nato dal nostro Andrea, DNA del nostro teatro.”
    Oggi quell’audio è diventato prima un video con le immagini montate da Tommaso Tacchi, e poi una nuova esecuzione live con l’Orchestra degli Amici di Andrea e l’Orchestra dell’Agimus Arte che è a sua volta un video finale con la ripresa di Marco Borrelli (è quello che vedete qua sotto).
    Una struggente matrioska dei sentimenti.

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