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  • Sognava l’opera, ora la incanta



    Da un infantile coro fiorentino alla ribalta dei grandi teatri internazionali: il percorso di una cantante lirica, Eleonora Bellocci, guidata da talento, rigore e passione autentica.

    Un talento scoperto per gioco

    Eleonora Bellocci è una delle voci più brillanti della nuova generazione di cantanti lirici italiani. Fiorentina, ha scoperto la sua passione per la musica quasi per caso, da bambina, quando i genitori la iscrissero al coro delle voci bianche di una scuola nel cuore di Firenze. Doveva essere un’attività come tante, ma il destino aveva altri piani: quel coro fu coinvolto in una produzione della Turandot al Teatro Romano di Fiesole.

    Le prove, i costumi, le luci, l’atmosfera sospesa dell’opera furono un colpo di fulmine per Eleonora Bellocci. “Ho avuto un’epifania”, ricorda in una recente intervista rilasciata a Lorenza Massaini per Storie di Firenze. “Volevo restare per sempre in quel mondo magico fatto di musica”. Da allora, il canto è diventato una vocazione.

    Dopo un percorso scolastico improntato alla musica, si iscrive al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, dove si diploma con lode. In parallelo intraprende una laurea in Audiometria, ma capisce presto che la sua strada è il palcoscenico. Si forma all’Accademia Rossiniana con Alberto Zedda. Successivamente entra all’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, dove lavora con artisti di rilievo e affronta ruoli chiave.

    La sua carriera cresce, alimentata da quel “fuoco sacro del canto” che lei stessa riconosce come motore del suo percorso. Si è esibita su palcoscenici prestigiosi, in Italia e all’estero: dal Teatro Massimo Bellini di Catania, dove ha interpretato per la prima volta la Regina della Notte nel Flauto magico, all’Opera di Tel Aviv; dal Comunale di Bologna, al Regio di Torino, al Maggio Musicale Fiorentino e all’Arena di Verona.

    Oltre al repertorio tradizionale, Eleonora mostra una spiccata sensibilità per la riscoperta di titoli rari e preziosi: Leonora di Paër, L’equivoco stravagante e Il signor Bruschino di Rossini, I tre gobbi di García, Rex Salomon di Traetta. Ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Primo Premio ai concorsi “Carlo Guasco” e “Giulio Neri” e il Premio Internazionale Belcanto al Rossini Festival di Wildbad.

    Dotata di una vocalità agile, luminosa e incisiva, Eleonora unisce una tecnica solida a un’espressività naturale, raffinata ma autentica. Chi la conosce sa quanto sia riservata, ma sul palcoscenico si trasforma: “Io respiro se canto. A parole non riesco a esprimermi, ma quando canto divento un leone”. E in effetti, ogni volta che sale in scena, sembra impossibile credere che dietro tanta forza ci sia una ragazza timida e pacata come Eleonora Bellocci. “La mia mamma me lo dice sempre: quando ti vedo sul palco faccio fatica a credere che sei tu”.
    Nel 2025 sarà protagonista di nuove produzioni: Falstaff di Salieri e La Wally di Catalani al Teatro Filarmonico di Verona, e Der junge Lord di Henze al Maggio Musicale Fiorentino. Una carriera in ascesa, guidata da talento autentico, dedizione incrollabile e da quella passione che, sin da bambina, ha saputo trasformare in arte.

    Debutterà con l’ORT per il Concerto di Pasqua nei teatri di Firenze, Poggibonsi e Figline. Insieme a lei il controtenore Filippo Mineccia e la direttrice Gemma New.


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