“C’è un luogo a Volterra dove da due secoli va in scena l’emozione; è il Teatro Persio Flacco, gioiello architettonico e culla dell’arte teatrale.”

Il Teatro Persio Flacco di Volterra, in provincia di Pisa, è un esempio di teatro all’italiana che deve la sua originalità nel panorama toscano per essere stato realizzato all’interno dello storico Palazzo Incontri-Viti.
Storia e origini
Fin dal XVII secolo, Volterra aveva un teatro per l’intrattenimento e la cultura, situato in Piazza dei Priori, al secondo piano del Palazzo Pretorio, e gestito dall’Accademia dei Sepolti. Tuttavia, agli inizi dell’800, il piccolo spazio (ristretto a una limitata élite) non rispondeva più alle esigenze della società. Così, nel 1816, un gruppo di nobili volterrani avviò le pratiche per la realizzazione di un nuovo teatro moderno da donare alla città. Il progetto fu affidato all’architetto Luigi Campani, già al servizio del Granduca Ferdinando III di Toscana.

La scelta ricadde su Palazzo Incontri (oggi Palazzo Viti) un elegante edificio del XVII secolo con una facciata attribuita a Bartolommeo Ammannati. Il teatro fu realizzato al piano terra e nel giardino retrostante, completato nel novembre 1819, e intitolato al poeta satirico Persio Flacco così da sottolineare il forte legame con il celebre autore simbolo di Volterra e d’ispirazione per l’intera comunità.


L’Accademia dei Riuniti
Con la nascita del Teatro Persio Flacco nel 1820, venne fondata anche l’Accademia dei Riuniti – con decreto sovrano del 2 maggio 1820 – composta da 60 cittadini che acquistarono il teatro e ne divisero i palchi tra i soci. L’Accademia guidata da un Consolo e un consiglio, si occupava della gestione, della manutenzione e dell’organizzazione di spettacoli e feste, con il motto Vis unita fortior (“L’unione fa la forza”).


Il Teatro Persio Flacco fu inaugurato il 15 agosto 1820 con uno spettacolo della compagnia comica Peltzett, con l’attrice Marietta Arpini. Secondo quanto stabilito dall’Accademia, il teatro di norma veniva aperto due volte l’anno: da Natale a Carnevale e d’estate da agosto a settembre. Nel tempo, sono state ospitate grandi compagnie e artisti, portando prestigio a Volterra. La prima opera lirica, Il Barbiere di Siviglia, fu rappresentata nel 1828, mentre nel 1946 Tosca registrò oltre 1.200 spettatori in una sola serata.
Architettura e atmosfera
Il teatro conserva la facciata rinascimentale del Palazzo Incontri ed è dotato di un foyer e di altri ambienti antistanti la sala – come il Ridotto – ricavati dal piano terra del palazzo mantenendo le caratteristiche di dimora nobiliare. La sala è stata ricavata nel cortile: negli ultimi due ordini di palchi e nel sottotetto sono ancora visibili tracce della decorazione rinascimentale interna del palazzo.

Il teatro segue lo stile “all’italiana” con una sala a ferro di cavallo, che offre una visione intima e coinvolgente dello spettacolo. Quattro ordini di palchi e una volta acustica realizzano un ambiente unico, in cui ogni dettaglio è pensato per esaltare lo spettacolo. La facciata conserva l’eleganza rinascimentale del palazzo, che si integra perfettamente con il contesto storico della città.
Ogni elemento architettonico e decorativo trasmette la passione e la cura con cui la comunità ha voluto valorizzare questo luogo. Tra questi il sipario principale, dipinto all’epoca dal pittore Nicola Contestabili, che rappresenta Aulo Persio Flacco sul Parnaso assieme alle Muse.


Gli interventi
Dal 1923 il teatro cominciò a ospitare regolarmente anche spettacoli cinematografici e in questa occasione venne arretrato l’originario palcoscenico per aumentare la capienza della sala e per creare il golfo mistico per l’orchestra.
Altri interventi di adeguamento ai solai e ai parapetti dei palchi sono stati eseguiti nel 1961. Ma il momento forse più difficile è stata la chiusura per inagibilità nel 1984. Da qui parte un lungo intervento di ristrutturazione per adeguamento funzionale, durato ben 15 anni, mettendo a norma la struttura secondo gli odierni requisiti di sicurezza. Nel 1999 finalmente il Teatro torna a nuova vita.

Curiosità e aneddoti
Il progetto dell’Architetto Campani piacque a tal punto che all’epoca fece il giro del Paese e molti teatri più piccoli o grandi del Persio Flacco successivi alla sua costruzione hanno beneficiato spunti proprio dallo stesso progetto, richiesto in ogni parte d’Italia.
Un’altra curiosità interessante riguarda l’Accademia dei Riuniti. Prima della riapertura nel 1999, i soci hanno donato alla stessa Accademia i loro palchi per ottenere il riconoscimento giuridico e accedere ai finanziamenti pubblici. L’operazione, costata miliardi di lire, è stata possibile grazie al contributo di soci, istituzioni locali e fondi europei. Oggi il teatro appartiene interamente all’Accademia, con uno statuto rinnovato che include nuovi soci e rappresentanti delle istituzioni cittadine, garantendo che la struttura resti legata a Volterra e non possa essere venduta.

Il Teatro oggi
Il Teatro Persio Flacco non è solo un edificio storico, ma un centro pulsante di attività culturale. Il cartellone realizzato dalla collaborazione tra La Città del Teatro di Cascina (Fondazione Sipario Toscana onlus) e Accademia dei Riuniti, prevede ogni anno spettacoli di musica e teatro da ottobre a maggio, una rassegna dedicata al pubblico delle famiglie e bambini e alcuni spettacoli fuori abbonamento, che spaziano dal pop ai concerti di musica classica. Tra questi c’è anche la nostra Orchestra della Toscana.


Nome Teatro Persio Flacco
Indirizzo Via dei Sarti 37, 56048 Volterra (PI)
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Proprietà Accademia dei Riuniti
Capienza 500 posti
Inaugurazione 15 agosto 1820