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  • L’ombra della luce



    Abbiamo chiesto al nostro primo violoncello Augusto Gasbarri, esperto fotografo, di visitare la mostra di Mimmo Jodice a Villa Bardini per cercare un dialogo tra due arti diverse ma profondamente interconnesse. Questo è il suo racconto.

    Ho avuto l’opportunità di visitare la mostra presso Villa Bardini dedicata al fotografo napoletano Mimmo Jodice. Parcheggiata l’auto al Forte di Belvedere, io e mia figlia Isidora di cinque anni ci avviciniamo all’ingresso della villa pieni di curiosità e rallegrati dal tiepido sole di una tipica giornata di primavera fiorentina. Isidora suona il violino già da due anni, ascolta musica da ben prima, ma le ho proposto di accompagnarmi alla mostra fotografica perché penso che, fin da piccini, sia prezioso poter venire a contatto con le forme d’arte più diverse, per arricchire il proprio vocabolario di emozioni e nutrire l’artista che vive in ognuno di noi.

    mostra jodice villa bardini

    E’ noto a tutti che le forme d’arte siano in qualche modo collegate tra di loro e proprio all’inizio dell’esposizione ne ho avuta l’ennesima manifestazione: la mostra si apre con una sezione inedita dedicata alle opere scultoree di Michelangelo, in particolar modo quelle conservate a Firenze, per esempio nelle Cappelle Medicee o nella Galleria dell’Accademia.
    Jodice, in questo lavoro del 1987 inizialmente finalizzato alla realizzazione di un libro (“Michelangelo scultore” ed. Guida), attraverso la luce, ci mostra la relazione profonda che lega la fotografia e la scultura: entrambe vivono appunto di luce e grazie ad essa le statue prendono vita e si animano di diversi e nuovi significati.

    Osservando le opere di Michelangelo “messe in scena” magistralmente da Mimmo Jodice non ho potuto fare a meno che riflettere sul concetto di interpretazione, una parola che spesso si utilizza in ambito musicale, sicuramente più spesso che in fotografia. Interpretare è esattamente ciò che noi musicisti quotidianamente siamo chiamati a fare, ovvero comprendere un testo in codice, la musica, e “metterlo in scena” nel modo più chiaro possibile, affinché il messaggio innanzitutto emotivo, ma anche narrativo e storico, arrivi senza ostacoli ai nostri ascoltatori.

    Jodice

    Quando si interpretano i classici poi la faccenda si fa più complessa, principalmente per due ordini di ragioni: il linguaggio musicale del periodo che va dal seicento fino a tutto l’ottocento è fatto di stilemi specifici, ossia convenzioni che erano omesse negli spartiti, i quali altrimenti sarebbero stati affollati di indicazioni in fondo superflue, poiché note e universalmente condivise da chi faceva musica all’epoca, e che quindi oggi, per una corretta ed efficace interpretazione, vanno recuperate studiando i trattati coevi; in secondo luogo oggi ci troviamo a confrontarci con una miriade di interpretazioni, soprattutto per quanto riguarda i brani più celebri, siamo quindi in un certo senso obbligati ad offrire al pubblico la versione più interessante e convincente possibile, ed è proprio questo l’aspetto che mi ha maggiormente affascinato delle fotografie di Jodice: una visione delle opere di Michelangelo decisamente coraggiosa, incisiva, fatta di contrasti, di ombre profonde, come quella sul viso completamente buio del Cristo della Pietà Bandini o quella che contorna il viso dell’allegoria della Notte sulla Tomba di Giuliano de’ Medici.

    Ovviamente ci sono delle differenze: il fotografo utilizza come mezzo di comunicazione la luce e la sfida che deve vincere è di riuscire a imprimere su una superficie bidimensionale, la carta, la realtà tangibile e plastica; i musicisti si servono invece del suono e la loro abilità è esattamente contraria: trasformare delle note scritte su un foglio in un suono che sia il più tridimensionale possibile, fatto di timbri, dinamiche e ritmo.

    Senza tempo jodice

    Mimmo Jodice. Senza Tempo
    Una mostra organizzata dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron
    e supportata da Fondazione CR Firenze.
    È aperta fino al 14 luglio compreso
    dal martedì alla domenica in orario 10:00-19:30.
    Villa Bardini si trova in Costa S. Giorgio 2, Firenze.
    Per info: +39 055 2989816 – info@villabardini.it.

    Visita il sito ufficiale.

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