Stasera saremo impegnati al Teatro Comunale Garibaldi di Figline, nel comune di Figline e Incisa Valdarno, con l’ultima replica dei concerti della stagione 23-24. Saremo quindi in uno dei comuni toscani dove più lunga e solida è la nostra collaborazione. Ottima occasione per approfondire la conoscenza di questi luoghi, tra storia e arte.
«Ma la cittadinanza, ch’è or mista
(Dante Alighieri, XVI canto del Paradiso (vv. 49-51) della Divina Commedia)
di Campi, di Certaldo e di Fegghine,
pura vediesi ne l’ultimo artista»
Figline: Un Tuffo nel Passato Medievale
Figline deriva il suo nome dal latino “Figulinae” (con evoluzione in “Fighinum“, “Fegghine” ecc.) che indica una fabbrica di “figuline”, ovverosia di oggetti e stoviglie in ceramica.

Nel Medioevo, le prime menzioni del castello di Figline risalgono al 1000 d.C., situato su una collina nell’attuale San Romolo. Gli abitanti scesero più volte nella valle sottostante, fondando il forum, un mercato in espansione che col passare degli anni si trasformò in una piccola città.
Nel 1167, Fiesole tentò di trasferire la sede vescovile a Figline per allontanarla da Firenze in espansione. Nel Duecento, la divisione tra guelfi e ghibellini portò alla distruzione del castello di Figline da parte di Firenze, costringendo gli abitanti a spostarsi a valle sotto il dominio fiorentino.
Durante il periodo tra il 1353 e il 1375, vennero costruite le imponenti mura difensive della città, visibili ancora oggi nonostante abbiano subito demolizioni. Nello stesso periodo venne edificato anche Palazzo Pretorio, struttura sita in piazza Bianchi, e restaurata tra il 1923 e il 1931. La sua torre merlata è pendente, e ulteriori lavori di ristrutturazione sono stati svolti per consolidarne la staticità.
Nel 1810, durante il dominio napoleonico sulla Toscana, l’Accademia Valdarnese del Poggio di Figline attirò l’attenzione del celebre scienziato Georges Cuvier, che trasferì a Parigi una vasta collezione di fossili e ossa raccolte nella ricca zona circostante, con siti che rappresentano l’identità geologica del nostro paese.

I siti storici d’architettura religiosa che suggeriamo sono, tra gli altri: la Pieve di San Romolo a Gaville, risalente al 1030; la Collegiata di S. Maria, principale chiesa della città; il Convento e la chiesa di S. Francesco, edificati tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo.
Incisa: Un’Antica Roccia Incastonata nel Paesaggio Toscano
Incisa, conosciuta anche come Incisa in Val d’Arno, o L’Incisa, per come la nominano gli abitanti in forma dialettale, è un centro abitato del comune di Figline e Incisa Valdarno.

Le sue origini risalgono all’epoca etrusca, quando la posizione strategica lungo le vie fluviali la rese un importante crocevia commerciale. Incisa è celebre anche per essere stato il paese d’adozione di Francesco Petrarca, aretino di nascita, precursore dell’umanesimo. La sua famiglia si spostò a Incisa poiché esiliata da Firenze per motivi politici.
Tuttora è possibile visitare la casa dei Petrarca, in località Castello. Ad oggi, questo sito storico si propone come fulcro culturale per la comunità e centro per lo studio della lingua italiana, ospitando laboratori, mostre e iniziative.
Oltre a questo polo attrattivo nella comunità di Incisa, non mancano i siti religiosi e di rilevanza storica. Eccone alcuni: la Chiesa di Sant’Alessandro e la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano al Vivaio, quest’ultima un tempo monastero femminile, poi rilevato nel Cinquecento dai Francescani; il Castello di Pratelli, sito nell’omonima località, villa storica oggi adibita ad agriturismo di lusso; la torre della Bandinella, che domina il lungarno.

Un Viaggio nel Passato e nel Presente
Il 1° gennaio 2014 avviene la fusione dei due comuni di Figline e Incisa Valdarno.
Esplorare Incisa e Figline Valdarno è come fare un viaggio nel tempo, tra antiche rovine etrusche, maestose residenze rinascimentali e borghi medievali. Tuttavia, queste due città non sono solo musei all’aperto, ma anche vivaci comunità che continuano a prosperare nel presente.