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    Integrale capolavoro



    A pochi giorni di distanza (7 maggio 1824 al Kaerntnerthortheater di Vienna) dall’anniversario dei 200 anni della “prima” della Nona Sinfonia di Beethoven, Dischi Fenice suggerisce il ciclo di sinfonie eseguite dai Berliner Philarmoniker diretti da Herbert von Karajan.

    Karajan: Beethoven Symphonies (1963) è un insieme di registrazioni effettuate dal dicembre 1961 al novembre 1962 dai Berliner Philharmoniker diretti da Herbert von Karajan, nella chiesa protestante di Gesù Cristo Dahlem a Berlino, nel distretto di Steglitz-Zehlendorf.
    È il secondo dei quattro cicli delle nove sinfonie di Beethoven che von Karajan ha diretto, e il primo dei tre per l’etichetta discografica tedesca Deutsche Grammophon.
    Non tutti sanno che, infatti, Karajan ha inciso l’integrale delle sinfonie di Beethoven per ben quattro volte. Vi sono direttori che le hanno incise per due volte, (Abbado e Bernstein, per esempio), ma nessuno è arrivato a quattro come Karajan (tre delle quali con la stessa orchestra, i Berliner, ovviamente). La prima è degli anni ’50, con l’Orchestra Philharmonia di Londra.

    Herbert von Karajan
    Il M° Herbert von Karajan con il suo falchetto domestico, 1955 ca.
    Le varie edizioni e ristampe

    L’edizione integrale è stata pubblicata per la prima volta nel 1963 in Europa, e di conseguenza il ciclo di sinfonie è ora generalmente conosciuto come ciclo del ’63. Ciò lo distingue da un ciclo di nove sinfonie di Beethoven realizzato nel 1977 dalla stessa combinazione di orchestra e direttore per l’etichetta Deutsche Grammophon e da un successivo ciclo pubblicato con l’allora prevalente tecnologia di registrazione digitale a 16 bit, sempre per Deutsche Grammophon, nel 1984. Un quarto ciclo audiovisivo, pubblicato originariamente su laserdisc (un formato oggi obsoleto) da Sony Classical, è stato completato poco prima della morte di Karajan nel 1989.
    Il ciclo del ’63 delle Sinfonie complete di Beethoven è ancora disponibile nei formati vinile, CD e download digitale. Il set di otto LP all’uscita nel 1963 negli Stati Uniti era venduto al prezzo di 47,98 dollari (quasi 481 dollari, oggi), mentre il salario medio settimanale nel 1963 era di 114 dollari. Un cofanetto di otto LP in edizione limitata di 2000 copie su vinile da 180 grammi è stato pubblicato nel 2016 al prezzo di 166 dollari.
    Il ciclo è ora solitamente presentato in cinque CD. 

    deutsche gramm
    Ed. italiana Deutsche Grammophon, 5 CD.
    Un successo di critica

    Il ciclo è stato citato per il particolare impegno e l’energia dell’esecuzione da parte dell’orchestra, che è stata considerata un nuovo standard elevato tra le orchestre europee. La critica ha citato l’interpretazione di von Karajan come un punto di riferimento in questo repertorio. The Penguin Guide to Recorded Classical Music ne parla così: “La registrazione delle nove sinfonie di Ludwig van Beethoven con la Filarmonica di Berlino e Karajan nel 1961/62 rappresenta una pietra miliare nella storia della discografia classica”.
    Se ne scrisse anche sulla rivista specializzata Fonoforum: “Qui si avverte una tensione interiore, artisticamente fruttuosa tra il suono conciso, luminosamente caldo, ma allo stesso tempo sobrio e vellutato dei Philharmoniker e il flusso sonoro nobile, snello, rotondo, incessantemente scorrevole di Karajan.”

    chiesa j christo berlino
    Jesus-Christus-Kirche, distretto di Steglitz-Zehlendorf, Berlino.
    Il processo di registrazione: un “kolossal” discografico

    Anche la tecnologia di registrazione nel genere del repertorio orchestrale e concertistico aveva visto numerosi progressi negli anni precedenti, con l’avvento del nastro a partire dalla metà degli anni ’50 come supporto per la musica registrata, che facilitava una migliore fedeltà e un editing più semplice, insieme ai progressi nella tecnologia dei microfoni e nella tecnologia di riproduzione. 
    Il produttore esecutivo della serie fu la responsabile degli artisti e del repertorio della Deutsche Grammophon, Elsa Schiller. Ogni registrazione del ciclo fu curata da Günter Hermanns, con la produzione di Otto Gerdes e Otto Ernst Wohlert. La sede della Jesus-Christus-Kirche di Berlino è stata spesso utilizzata da questa etichetta per le registrazioni in studio di questa orchestra e di questo direttore durante gli anni Sessanta e fino agli anni Ottanta.
    Richard Osborne, critico musicale e biografo di Herbert von Karajan, cita i costi di registrazione “astronomici” dell’impresa, con una cifra di 1,5 milioni di marchi tedeschi spesi per realizzare le registrazioni.
    Le stime dell’epoca indicano la necessità di vendere 100.000 cofanetti di LP per recuperare i costi. Il direttore di una casa discografica di musica classica rivale, la EMI, suggerì che la Deutsche Grammophon si stava “dirigendo verso una colossale catastrofe finanziaria”.

    È stata dichiarata la cifra di un milione di set completi venduti nei primi dieci anni.

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