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    Il debutto di una creatura musicale



    Andrea Mancini, primo corno dell’ORT, racconta la nascita del Chimaera Wind Quintet, un quintetto di prime parti che debutterà al Relais Santa Croce il prossimo 10 marzo per la rassegna dei Concerti Aperitivo. Dal classicismo al ‘900 alla musica contemporanea, gli orizzonti si allargano.

    L’emozione del debutto è palpabile durante le prime prove insieme e già pregustiamo il momento di salire sul palco, cinque musicisti uniti da una passione comune: la musica da camera. Ognuno di noi proviene da un percorso differente: chi è nato e cresciuto in Toscana, chi ha voluto studiare e lavorare all’estero prima di fare rientro in Italia, chi invece proviene dall’altra parte del mondo. Legati dall’amicizia ma anche dal servire Firenze della musica di cui ha bisogno attraverso le sue due Istituzioni più importanti: l’ORT e il Maggio Musicale Fiorentino. Incontrandoci nei vari contesti, musicali e non, abbiamo trovato un’intesa immediata, un’affinità musicale e umana che ha reso spontaneo dare vita a questo progetto. Il nome Chimaera, come la creatura mitologica aretina suggerisce, rappresenta perfettamente la nostra eterogeneità e la nostra voglia di unire stili e personalità diverse.

    Il nostro repertorio spazia dal Classicismo al Novecento, con incursioni nella musica contemporanea. Franz Danzi, Antonín Reicha e György Ligeti sono alcuni dei compositori che eseguiremo domenica prossima, ma l’idea è quella di allargare i nostri orizzonti il più possibile, per esplorare nuovi suoni, sfumature e colori, andando avanti e indietro nel tempo, sempre alla ricerca di nuove sfide seguendo il fil rouge dell’esplorazione di nuovi territori musicali: attraverso una formazione semplice ma completa, miriamo a far conoscere al pubblico la bellezza della musica da camera per fiati, ampliando l’offerta musicale per la città di Firenze e dando un esempio di come la collaborazione e l’unione di diverse esperienze possano dar vita a qualcosa di unico e speciale.

    Suonare insieme non è solo un lavoro, è un dialogo intimo che si traduce in musica, per noi che stiamo sul palco come per il pubblico, che diventa quindi parte integrante di questo processo, un testimone silenzioso che ci accompagna in questo viaggio musicale, con cui vogliamo condividere le emozioni, le sensazioni e i profumi che la musica che suoniamo ci ispira.

    Il debutto di domenica 10 marzo è solo l’inizio di un’avventura che ci auguriamo sia lunga e ricca di soddisfazioni. La musica è protagonista delle nostre vite e il nostro impegno è quello di condividerla con il pubblico, in un’esperienza che sia emozionante e coinvolgente per noi tanto quanto per chi ci vorrà ascoltare.

    Gyorgy Lygeti

    Il repertorio che abbiamo scelto per questo concerto vuole unire i brani più caratterizzanti dei repertori delle varie epoche accompagnando il pubblico nel viaggio che i vari linguaggi e le varie sensibilità dei compositori hanno concepito per questa formazione. Partiremo dalle solide basi di Danzi e Reicha, due compositori poco conosciuti dalla storia (e che quindi costituiscono la sfida che lanciamo al pubblico) che invece hanno regalato pagine stupende ai fiati in generale, e in particolare al quintetto.

    Appartengono alla fertile area tedesco-boema che a cavallo tra il ‘700 e l’800 è stata protagonista assoluta della storia della musica. Proseguiremo poi con un salto temporale per catapultarci nel ‘900 ungherese del molto più celebre Ligeti, di cui forse sono meno celebri le 6 Bagatelle. Un vero e proprio must del repertorio per quintetto di fiati che ci sottopone a difficoltà tecniche e musicali notevoli, costituendo la prima sfida che lanciamo a noi come gruppo. 

    In questo piccolo ma assolutamente completo viaggio vogliamo creare quell’esperienza tipica che solo la musica da camera può regalare, con un contatto diretto con il pubblico. Contatto che speriamo continuerà a seguirci anche dopo il concerto di domenica, creando quel legame che nelle grandi sale da concerto va a perdersi. Vogliamo accompagnarlo nelle varie fasi della storia della musica a 360 gradi, anche per educarlo ad un ascolto più attento e maturo degli strumenti a fiato anche quando si troverà poi in sala da concerto o in teatro ad ascoltare l’orchestra nel suo complesso. 

    Il Quintetto Chimaera è composto da:

    • Flauto: Viola Brambilla
    • Oboe: Luca Di Manso
    • Clarinetto: Emilio Checchini
    • Corno: Andrea Mancini
    • Fagotto: Alejandra Rojas
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