Ricorrono in questi giorni i 150 anni dalla nascita del visionario compositore, teorico, insegnante e artista Arnold Schoenberg (1874–1951), figura fondamentale nella musica del XX secolo. DG gli dedica l’edizione più completa delle sue opere per e con orchestra mai prodotta.
Per celebrare il 150° anniversario della nascita del padre del modernismo musicale, la Deutsche Grammophon annuncia la pubblicazione dell’edizione più completa delle sue opere per e con orchestra mai prodotta. Sarà realizzata in collaborazione con la Danish National Symphony Orchestra e il suo direttore principale Fabio Luisi. Oltre 10 ore di musica, l’edizione sarà pubblicata come una serie di album in uscita da ora alla fine del decennio. Il primo di questi presenta il poema sinfonico di Schoenberg Verklärte Nacht (“Notte trasfigurata” versione del 1943).

L’album è uscito in formato digitale il giorno del compleanno del compositore, lo scorso 13 settembre. La copertina è basata su uno dei dipinti di Schoenberg, come tutti i futuri album della serie. Questa nuova edizione completa presenterà oltre 30 opere, tra cui Pelleas und Melisande, le Sinfonie da camera n. 1 e 2, Gurre-Lieder, i Concerti per violino e pianoforte e molti altri.
Per Notte trasfigurata l’autore si ispirò ad una poesia di Richard Dehmel; Il testo narra la vicenda, avvenuta in una notte al chiaro di luna, di una donna che confessa al suo uomo di portare in grembo un figlio non suo, e ne riceve conforto. Questo testo però non venne affidato al canto, ma reso in forma di poema sinfonico.

Schönberg propose Verklärte Nacht per l’esecuzione al Tonkunstlerverein, la più importante società di concerti da camera viennese: la partitura fu però respinta, tra gli altri motivi perché conteneva un accordo di nona al quarto rivolto non previsto dai trattati di armonia. Solo successivamente (1905) venne pubblicamente eseguita in forma di sestetto d’archi ma venne stroncata per le eccessive arditezze armoniche. Schönberg era comunque talmente convinto della bontà della sua opera che nel 1917 decise di realizzarne una trascrizione per orchestra d’archi, che sottopose ad una revisione definitiva nel 1943. Anche grazie a questa versione l’opera ebbe una popolarità grandissima, sicuramente superiore a quella conquistata dalle opere atonali e dodecafoniche.

Fabio Luisi
“Non mi vergogno quando mi definiscono un romantico. Se fare musica non è romantico, cos’altro può essere? Un gioco da bambini! Non mi spaventa nemmeno se mi chiamano matematico. La mia mente, però, è piuttosto incline ai concetti geometrici. Odio tutte queste classificazioni. Nascono da persone che non sanno ascoltare la musica in modo imparziale e, di conseguenza, da una totale incapacità di comprendere ciò che un compositore vuole dire”.
