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  • Un futuro per Villa Verdi



    La dimora storica del grande compositore rischia di chiudere i battenti. Da tempo è necessario un importante intervento di restauro, ma i fondi non ci sono e l’emergenza Covid ha messo in ginocchio gli eredi che attraverso un crowdfunding internazionale chiedono aiuto agli amanti della cultura.

    Villa Verdi è stata il rifugio del celebre Maestro per più di cinquant’anni. Rimasta immutata per sua volontà, è ora curata dai suoi eredi che da anni si occupano della conservazione del suo straordinario patrimonio culturale, musicale, storico e architettonico naturalistico.

    Gli arredi, l’architettura e tutti gli oggetti personali, le stanze private del Maestro e della moglie, Giuseppina Strepponi, sono conservati in perfetto stato in una sorta di presente cristallizzato. Percorrere le stanze e i giardini della villa è come viaggiare nel tempo, camminando tra oggetti che hanno fatto la storia della musica e dell’Italia intera. All’interno della Villa si possono osservare mobili intarsiati, strumenti musicali che sono entrati nell’immaginario collettivo -dal fortepiano viennese Fritz al pianoforte Erard-, e indumenti iconici come i guanti usati esclusivamente per dirigere la Messa da Requiem a Milano in onore di Manzoni, il cilindro e la sciarpa ritratti nel famoso quadro di Boldini.

    Questi sono solo alcuni degli oggetti che si possono scoprire visitando la Villa del Maestro, ma da tempo la struttura è visivamente trascurata e il bisogno di importanti interventi di manutenzione e restauro è diventato impellente. Crepe, infiltrazioni e problemi strutturali al tetto e alla struttura stessa dell’edificio, mettono in pericolo il futuro di questo luogo-simbolo, ma se prima si poteva fare affidamento sui visitatori, quanto meno per i lavori di manutenzione più urgenti, la situazione di emergenza a causa della pandemia ha danneggiato irreparabilmente le casse del museo, palesando il rischio di una chiusura definitiva.

    Gli eredi non hanno gettato la spugna e ancora una volta hanno deciso di lottare per cercare di salvare la loro eredità facendo affidamento sugli amanti della cultura attraverso una campagna di crowdfunding. L’obiettivo che si erano posti, spiegando nel dettaglio quali erano interventi e costi ai quali si poteva contribuire sulla piattaforma innamoratidellacultura.it, era 85mila euro, ma alla fine della campagna, la somma raggiunta è stata pari solo al 12%, ovvero 12.484 euro.

    Emblematico è il fatto che in questo scenario lo Stato Italiano sia stato praticamente assente, già nel 2001 erano stati promessi dei fondi per il restauro che non arrivarono mai e una situazione analoga si presentò anche nel 2013. Dall’estero invece, più precisamente dal Giappone, è stata donata sulla piattaforma la cifra più alta, pari a un migliaio di euro.

    La raccolta, seppur sotto le aspettative, ha permesso alla Villa di rimanere aperta in questo anno terribile. La raccolta fondi prosegue anche per il 2021 sempre sulla piattaforma “Innamorati della cultura”. Altre informazioni sul sito ufficiale di Villa Verdi.

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