Dalla tournée nelle città grandi e piccole fino al concerto della Vigilia al Teatro Verdi, l’Orchestra della Toscana saluta il 2025 con un viaggio festoso tra capolavori, giovani talenti e un rinnovato senso di speranza.
La musica dell’ORT in viaggio
Per l’Orchestra della Toscana il concerto di Natale è più che una simpatica tradizione. È l’ultimo incontro dell’anno con il nostro pubblico.
Anzi con i nostri pubblici: il concerto a Firenze nel pomeriggio della vigilia di Natale, nella casa dell’Orchestra, il teatro Verdi, è solo l’ultima tappa di un viaggio che ci porta sempre in un numero sempre alto di altre sedi in giro per la Toscana onorando la nostra missione, la ragione per la quale siamo nati ed esistiamo.
Cinque, quest’anno, raggiungendo città importanti e in centri più piccoli ma non meno vivi e non meno a noi cari, luoghi nei quali siamo abituati a tornare spesso e altri che si sono aggiunti recentemente: Poggibonsi, Arezzo, Peccioli, Figline, Pisa.

Una festa di musica ambulante. con programmi e interpreti scelti proprio per dare un segnale di allegria e di condivisione senza mai rinunciare alla qualità e all’impegno culturale.
Salutiamo il 2025 con due giovani che dopo prove ripetute e felici sentiamo in certo senso far parte della nostra famiglia: Nicolò Jacopo Suppa, un direttore estroso e solido che sta percorrendo una strada importante, ed Ettore Pagano, che non ha ancora ventitré anni ma è già fra i solisti italiani più ammirati e richiesti, e ha condiviso uno dei nostri successi più belli di questi ultimi anni quando siamo andati in Finlandia a inaugurare il festival di Turku.

Li impegniamo con Rossini e Čajkovskij, con Stravinskij e Mozart, in un programma di capolavori diversissimi fra loro per epoche e stili ma tutti e quattro pieni di energia e di buon umore.
Un modo come un altro, ma forse migliore, molto migliore di altri, per conservare fiducia e speranza.