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  • Un taglio d’autore



    Cosa c’entra un parrucchiere nel blog dell’ORT? A volte si pensa che questa sia una professione legata solo alla moda e al fashion, ma entrando in questo posto si respira un’aria diversa. Fabio Velotti, nato a Napoli nel ’75, è il proprietario di un salone davvero particolare: da Rasoi Hair Jazz puoi tagliarti i capelli, ascoltare jazz, sfogliare vecchie riviste e a volte goderti anche un concerto o una performance teatrale.

    “Quando accompagnavo mia mamma e mio padre dal parrucchiere sentivo questi odori, profumi che mi rapivano, l’olfatto mi ha guidato”. Fabio fa il parrucchiere praticamente da sempre. Qualche membro della sua famiglia racconta che fin da piccolo ha sempre detto che voleva fare il barbiere. Tant’è che a 15 anni, una volta finita la terza media, si mette subito a lavorare in un negozio di quartiere e l’anno dopo si iscrive ad una scuola professionale per imparare definitivamente il mestiere. Ma come è arrivato da Napoli a Firenze?

    A 22 anni decide di lasciare la sua città natale, ma a Firenze ci arriverà solo dopo aver vissuto e lavorato in varie città d’Italia e d’Europa: Pisa, Sofia, Capri, Barcellona, Torino e Roma (e queste sono solo le tappe più lunghe). Infine, nel 2004 prende in affitto il salone di Via Ghibellina 55r, per poi comprarlo e ristrutturarlo a sua immagine e somiglianza. Infatti, appena si entra si capisce subito che chi sta dietro a questo posto è un appassionato di teatro e musica. A partire dal nome: “Rasoi” è infatti il titolo di uno spettacolo/film di Mario Martone (con testi di Enzo Moscato) molto caro a Fabio, tanto che ne tiene appesa una vecchia locandina autografata in bianco e nero. Ma i muri del salone sono pieni anche di vecchie foto, ritagli, quadri che raccontano le passioni di Fabio; per non parlare della grande quantità di CD la cui musica risuona nella stanza ogni giorno, offrendo una ricercata selezione ai clienti.

    Oltre al lavoro nel salone, Fabio si è occupato anche di produzioni cinematografiche, videoclip, shooting e lavori per il teatro. In particolare, grazie ad un bando dell’Unione Europea e di Regione Toscana, ha partecipato a Maggio Formazione, un corso di formazione nell’ambito del trucco e parrucco teatrali specifici per l’opera lirica. “L’esperienza al Maggio Musicale è stata bellissima, ci ho lavorato per due anni e mi ha insegnato tanto, sia dal punto professionale che personale – racconta Fabio – poi ho voluto smettere per dedicarmi di più alla mia attività. Sono uno che ha bisogno di muoversi in certe aree di espressione e Rasoi per me è un luogo di espressione che parte da me, ma parte anche dalla mia clientela, una clientela che formi anche in base a chi sei tu. Qui ci vengono molti musicisti, attori, artisti e questo non è un caso”.

    Avere una clientela che sposa tue passioni ti permette davvero di mantenere insieme vita e lavoro. Le chiacchiere con i clienti, gli incontri più o meno inaspettati… qui dentro c’è una poesia da difendere e che Fabio riesce a proteggere da ormai 15 anni, stando lontano dalle regole del format e del mainstream. E questo si vede anche dai piccoli eventi che ha organizzato nel salone: Sofar Sound è una start-up di eventi musicali che crea piccole esibizioni in location uniche in oltre 400 città del mondo e il primo concerto a Firenze l’hanno fatto proprio da Fabio. Sono eventi che iniziano con una semplice mail di invito in cui viene fornito solo un orario e un luogo, nessuno sa chi suonerà e cosa succederà. Solo il Covid-19 ha impedito, lo scorso maggio, la prima rassegna musicale Jazz di Rasoi, pensata e organizzata anche per festeggiare il 15° anniversario.

    Non è finita qui. Fabio suona la tromba da 13 anni e attualmente, insieme a qualche amico, ha messo su un quintetto per suonare le sue melodie. A volte usa il salone anche come sala prove e, prima del Covid-19, si poteva assistere a qualche prova aperta

    Inoltre, da qualche anno Fabio ha ricevuto un attestato di Maestro Artigiano e da gennaio ha conseguito anche l’accreditamento di Bottega Scuola, diventando così una sorta di agenzia formativa. Grazie a questi titoli ha potuto e potrà ospitare tirocinanti e apprendisti, passando il suo prezioso mestiere ad un’altra generazione. Forse è proprio in questo passaggio del testimone che si può scorgere il vero valore di questo posto. Non a caso una delle frasi che hanno dato più soddisfazione a Fabio è uscita proprio dalla bocca di uno stagista: “Tu mi hai fatto capire che questo lavoro può essere fatto anche in altri modi”.

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