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  • Il Rinnovati di Siena



    Un teatro di origini antiche divenuto esempio impeccabile di ristrutturazione e recupero. Nonostante le tante sventure, si è sempre riusciti a restituire tutta la sua bellezza storica e artistica, facendolo diventando un vero gioiello per la città di Siena. Uno spazio che ci ha visto numerose volte protagonisti.

    Il teatro dei Rinnovati ha origini antiche. La storica sala del Consiglio Maggiore della Repubblica, edificata dentro il Palazzo Pubblico nel 1343, si trasformò in sede stabile di spettacolo nel 1560 grazie all’opera di Bartolomeo Neroni detto “il Riccio”. La decisione fu presa in occasione dei festeggiamenti organizzati per la visita del Granduca Cosimo I dei Medici, durante i quali venne rappresentata la commedia Hortensius di Alessandro Piccolomini. Lo spettacolo fu messo in scena dall’Accademia degli Intronati che, nonostante la fama raggiunta, fu poi colpita da un decreto di interdizione che durò quasi mezzo secolo. Ripresero le loro attività solo nel 1603, quando però un altro gruppo di accademici si era affermato nella città di Siena. L’Accademia del Filomati venne fondata nel 1580 da Girolamo Benvolgienti e cessò la sua disputa con l’Accademia degli Intronati solo quando i due gruppi si fusero insieme, mantenendo il nome di Intronati.

    Nel 1647 il teatro venne ristrutturato in legno, per poi essere riedificato in muratura vent’anni dopo. Il progetto fu affidato all’architetto Giovan Battista Piccolomini, “l’Aggiustato”, anche se la paternità è da attribuire a Carlo Fontana. La struttura era composta da quattro ordini di palchi disposti in una pianta a forma di U, similmente al teatro mediceo degli Uffizi. Fu inaugurato nel 1670 con l’opera drammatica in musica L’Argia e da lì in poi la struttura funzionò magnificamente per oltre settant’anni. Dopodiché sul teatro senese si abbatterono una serie di eventi spiacevoli.

    Palazzo Pubblico, Siena

    Nel settembre del 1742 il teatro fu travolto da un incendio improvviso e, a causa di mancanza di fondi, non venne ricostruito subito. Solo due anni dopo venne ripristinato provvisoriamente il tetto, finché nel 1747 venne restaurato definitivamente: nuova pianta a ferro di cavallo e quattro ordini di palchi. Tre anni dopo il teatro viene inaugurato con L’Adriano in Siria, ma l’anno dopo fu colpito da un altro incendio. Nel 1752 il Granduca concesse il permesso di fabbricare nuovamente la struttura e per l’occasione venne stipulato un contratto con il celebre architetto teatrale Antonio Galli detto “il Bibbiena”. L’impianto realizzato corrisponde essenzialmente a quello attuale: pianta a campana, quattro ordini di palchi e proscenio con doppio fusto di colonne corinzie.

    Il nuovo teatro fu riaperto l’8 luglio del 1753 con il Tito Manlio di Salvi, ma le sciagure non erano finite. Il terremoto del 1798 provocò ingenti danni e l’Accademia degli Intronati, ormai sul lastrico, fu costretta vendere il teatro ai cosiddetti “palchettanti” (proprietari dei palchi), che nel 1802 si costituirono nella nuova Accademia dei Rinnovati. Finalmente ci furono i fondi per sostenere i restauri necessari. Vari adeguamenti si sono susseguiti fino alla metà del secolo, ma alla fine il teatro fu dichiarato inagibile nel 1927 e poco dopo ceduto al Comune di Siena.

    Teatro dei Rinnovati, vista dal palcoscenico

    Nonostante gli anni della guerra, si riuscirono a portare a termine tutti i lavori di restauro e messa a norma della struttura. Venne restituita l’agibilità per i concerti e gli spettacoli di lirica e di prosa, vennero ricostruiti i camerini e cambiata l’illuminazione fino alla sistemazione definitiva. Nel settembre del 1950 il teatro fu riaperto in occasione della settimana musicale senese, ma dal 2004 al 2009 venne realizzato un altro intervento di ristrutturazione e recupero curato dall’architetto veneziano Ettore Vio, garantendo il risanamento conservativo e il miglioramento funzionale dell’edificio che oggi può ospitare oltre 600 posti a sedere distribuiti tra la platea e 88 palchi.

    Il 3 giugno 2009 il teatro è stato riaperto al pubblico e per testimoniare il legame profondo dei Rinnovati con la città e la sua storia. L’Amministrazione Comunale ha scelto di mettere in scena, in una versione rivisitata e attualizzata, Gli Ingannati, l’opera forse più importante del teatro senese del ‘500. Grazie all’imponente restauro oggi tradizione e innovazione convivono armoniosamente. L’Orchestra della Toscana ha suonato innumerevoli volte sul palco del Rinnovati, presente con grande piacere nelle stagioni dei nostri amici dell’Accademia Chigiana.


    Nome: Teatro Comunale dei Rinnovati
    Indirizzo: Palazzo Pubblico, Il Campo, 53100 Siena (mappa)
    Contatti: Sitoweb
    Proprietà: Comune di Siena
    Capienza: 549 posti
    Inaugurazione: 1750

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