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  • Gli esordi dell’ORT



    Facciamo un tuffo nel passato con il Progetto Arkivio e rispolveriamo i primi anni dell’ORT: Mozart, Beethoven e Haydn sono stati i più suonati dalla nostra Orchestra, ma al loro fianco spesso anche tanti compositori contemporanei. Il recupero di questo materiale nel racconto di Claudio Martini che ha curato il progetto.

    Il repertorio eseguito dall’ORT nei suoi primi dieci anni di attività ha due evidenti punti fermi, due segni di identificazione: il classicismo del Sette-Ottocento e la contemporaneità.
    Gli autori più visitati sono stati Mozart, Beethoven e Haydn. Essi identificano la cifra dello stesso suono dell’orchestra.
    L’attenzione al contemporaneo è legata alla figura straordinaria di Luciano Berio, direttore artistico dell’ORT dal 1982 al 1984. Egli infuse nell’Orchestra una grande apertura alle sfide della musica più attuale, presente con lavori dello stesso Berio e di Sciarrino, Lutosławski ed Henze.
    Il Catalogo degli esordi dell’ORT segnala molte prime assolute o prime italiane, sottolineando il ruolo avuto dall’Orchestra nel diffondere e promuovere la musica nuova, specie quella nazionale.

    Accanto a questi due pilastri vanno segnalati altri significativi filoni, sempre coltivati dall’ORT: la musica barocca, con la speciale attenzione dedicata ad Antonio Vivaldi e a Johann Sebastian Bach; l’ultimo classicismo ed il primo romanticismo, rappresentato dai lavori di Schubert, Rossini, Mendelssohn-Bartholdy e Schumann; il periodo postromantico e la piccola dimensione orchestrale, con Ravel, Stravinskij, Bartók e Britten, tra gli altri; il Novecento italiano, presente in cartellone con le opere di Respighi, Busoni, Casella, Malipiero, Maderna e Frazzi; le opere liriche svolte in forma di concerto e la musica sacra, interpretate spesso grazie alla collaborazione di altre istituzioni musicali cittadine e non.

    Tra le rarità merita citare le cantate Alcyone e Alyssa di Ravel, L’ode a Napoleone di Schoenberg, Il volo di Lindbergh di Weill; e la ripresa in chiave moderna di opere antiche come Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, Il viaggio di Tobia di Casini e la Resurrezione di Haendel, data in prima italiana moderna nell’aprile 1992.
    La ricchezza e l’originalità di questi cartelloni, talora sorprendentemente audaci, è il frutto della sapienza e dell’inventiva di direttori artistici come Luciano Berio, Aldo Bennici e Giorgio Battistelli.

    L’Orchestra della Toscana è stata sempre versatile, capace di suonare nella sua compagine naturale (i professori di ruolo), ma anche in vari gruppi dal taglio cameristico; e di coinvolgere altri complessi musicali, in particolare l’Orchestra Giovanile Italiana (figlia della Scuola di Fiesole), i Cori della Scuola di Musica di Fiesole e del Maggio Musicale Fiorentino, l’ensemble vocale L’Homme Armé, il centro ‘Tempo Reale’ ed altre realtà corali della Toscana.

    Il lavoro di recupero degli audio di questi concerti è descritto nella prima parte di questa storia, ed è consultabile qui.

    (2. Continua)

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