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    Manifesti in Mostra



    Il MAGMA è un museo del manifesto unico nel suo genere in Italia, con una collezione di più di 35.000 poster e grafiche. Da qualche tempo ospita anche i nostri.

    Il MAGMA è un museo alquanto atipico: è l’unico in Italia che ospita più di 35.000 manifesti, poster grafici e informativi, output cartacei colorati che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ma che spesso ci scorrono attorno senza che noi ce ne accorgiamo. È un luogo in cui si mette in evidenza ciò che spesso rimane in secondo o terzo piano; è un posto che eleva l’oggetto “atto a”, meramente utilitaristico, a pura espressione artistica.

    MAGMA è l’acronimo che sta per “Museo Archivio Grafica Manifesto”, ma che sottende a una evidente e ricercata combinazione di iniziali che forma, appunto, la parola “magma”: un’essenza ribollente e calda che è malleabile, che è viva, che è in continua dispersione ed espansione. Questo tempio del manifesto non sta in grandi città legate a una tradizione di design e arte visiva, come Milano o Torino, ma a Civitanova Marche, un luogo che definiremmo “periferico” per antonomasia, già distante più di un’ora di macchina da Fabriano, la città della carta. c’è però un legame spirituale che lega questi due luoghi, una sorta di processo a step: la materia prima, e ciò che se ne fa. La carta, lavorata con metodo antico, e come la si colora, la si riempie, la si “sporca”. 

    Un museo, insomma, che è un pezzo unico, un articolo fatto e finito che vive per ciò che produce, principalmente culto e cultura del manifesto, e una maggior considerazione del ruolo del grafico, di ciò che rappresenta. E per creare tutto ciò, c’è bisogno di un cultore: Enrico Lattanzi, appassionato della materia e collezionista, e non solo. È lui il creatore nel 1998 dell’associazione culturale Cartacanta, nonché curatore dell’omonimo festival che si tiene proprio a Civitanova, grazie al quale la città è stata insignita del titolo di “Città del Manifesto”. Nell’ottobre del 2020, poi, arriva l’apertura del MAGMA: in un anno falcidiato dalla pandemia, Lattanzi dimostra che la passione per una cosa così specifica, così dedicata a cluster infinitesimi di persone può portare alla realizzazione di un luogo in cui quel culto è esprimibile in ogni sua forma. Un luogo non solo visitato dai pellegrinaggi continui degli studenti dell’ISIA di Urbino, o delle accademie d’arte, ma ormai anche dalle scolaresche di tutta Italia. 

    E così, laddove prima c’era l’orfanotrofio cittadino, sorge un museo che non solo è visitabile, ma che presenta un archivio consultabile di opere e collezioni private (e non); un museo in cui si valorizza il mestiere del grafico, in cui si espone l’importanza vitale di quei 70×100 cm di carta da riempire di idee e suggestioni visive. È anche la varietà di ciò che viene proposto che è motivo d’attrazione: dalla collezione sui manifesti dedicati a una diva come Marilyn Monroe, a una totalmente composta da programmi per le stagioni teatrali di vario stile, epoca e tecnica; da una serie di poster per concerti pop, jazz e rock, fino a un numeroso archivio dedicato ai coloratissimi (e spesso squisitamente kitsch) manifesti del circo Orfei, passando poi per una rassegna dedicata al cinema cubano e alle copertine di Frigidaire, rivista anni Ottanta di controcultura che vantava tra i suoi illustratori nomi come Andrea Pazienza e Tanino Liberatore. E poi ancora, collezioni monografiche che ripercorrono le gesta dei più grandi grafici, cartellonisti e artisti visivi tout court – Mattioli, Luzzati, Le Quernec, Glaser

    C’è anche l’ORT in questa grande famiglia cartacea colorata: al MAGMA è infatti presente una numerosa collezione di poster dedicati alle varie stagioni concertistiche (dal sapore pop art) o agli eventi speciali, come quelli del 25 aprile. Vari concerti e performance ad hoc si sono infatti susseguiti in tale data, da ‘Pace & Love’ del 2018 – a 50 anni dal famoso ’68 – alla splendida sonorizzazione di ‘Metropolis’ di Fritz Lang, avvenuta nel 2012. E poi ancora: Franco Battiato nel 2006, Ludovico Einaudi nel 2010, che si cimentò in un repertorio ispirato ai suoni dell’Africa, o la riproposizione dell’opera ’The General – come vinsi la guerra’, di Buster Keaton. Sono anche presenti i manifesti per rassegne e iniziative dell’ORT, come Musica Diffusa, o i Concerti per le Scuole. 

    Ciononostante, le istituzioni e la politica locale fanno ben poco per collocare questo museo sulla mappa – letteralmente: “Siamo aperti dal 2020 e non abbiamo ancora una segnaletica dedicata […] Siamo un museo unico in Italia e dialoghiamo con il mondo, ed è un peccato dover fare sempre i conti con risorse limitate”, ha dichiarato Lattanzi al Resto del Carlino, l’ottobre scorso. “Purtroppo non ci sono soldi – continua Lattanzi – così stiamo contenendo la nostra capacità di organizzare mostre e iniziative, ed è un peccato perché bisognerebbe investire sul turismo della cultura e del tempo libero, un segmento che vede nel museo Magma un bastione proprio per questa peculiarità di essere unico in Italia e che fa di Civitanova la capitale del manifesto”.

    Luoghi come il MAGMA andrebbero tutelati, visitati ed elevati; Il MAGMA è un museo la cui attività connette varie polarità artistiche e apparentemente intangibili tra di loro, insegnandoci che il manifesto è un collante visivo e un mezzo che avvicina le arti, le sponsorizza, certo, ma le sublima, le sintetizza in formato grafico e le rappresenta in quei preziosi, fondamentali e vitali 70x100cm. 

    Per maggiori informazioni, visitare il sito https://www.museomagma.com/

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