Menu
  • it
  • en
  • Suoni travestiti



    Dal ghiaccio norvegese al gameleste di Björk, l’arte del travestimento invade anche il mondo degli strumenti, trasformando suoni familiari in esperienze sorprendenti e inaspettate.

    Maschere e suoni: il travestimento degli strumenti musicali

    Ci siamo, è Carnevale: maschere pronte! Per sembrare, o perfino essere, qualcun altro, diverso, anche solo per un giorno. Ed ecco un buon pretesto per scoprire se l’arte del travestimento sia applicabile anche in ambito musicale. Ma non parlerò di David Bowie. Né dei due misteriosi famosi, che per decenni hanno celato l’identità dietro un casco da robot e il nome Daft Punk.

    La domanda è: si possano camuffare gli strumenti musicali? O meglio, esiste una viola, un clarinetto che a prima vista promette un suono, e poi propone tutt’altro?

    Per esempio, in Norvegia, all’Ice Music Festival, ogni anno si tengono concerti con strumenti fatti completamente di ghiaccio. Si può ascoltare la versione ghiacciata dell’arpa o di un contrabbasso. Le forme restano quelle dello strumento tradizionale, ma le caratteristiche sonore sono molto diverse. Il contrabbasso di ghiaccio, per esempio, ha un timbro più pesante rispetto all’originale in legno, e anche i musicisti sono costretti a suonare più lentamente, con armonie semplificate, ponendosi in una condizione mentale nuova.

    Ovviamente i concerti si tengono sottozero, come gli amari calabresi.

    La celesta travestita: dal suono celestiale al gamelan di Björk

    Un altro caso interessante di camouflage ha a che fare con la celesta. Per chi non la conosce, sembra un pianoforte verticale, ci sono tasti che azionano martelletti, eppure il suono non è quello di un pianoforte, anzi non suona nemmeno “piano” né “forte”, ma sempre più o meno alla stessa intensità.

    La differenza sta nel meccanismo, nella percussione: i martelletti infatti non picchiano sulle corde, come nel pianoforte, ma su lamelle di metallo, che vibrando producono un suono dolce, celestiale appunto. È quello della Fata Confetto nello Schiaccianoci, dei tenui passaggi che collegano i vari frammenti schubertiani nel Rendering di Berio, e in versione mainstream, è l’ipnotico tintinnare fra mistero e magia che John Williams ha composto per soggiogare milioni di ragazzi all’universo di Harry Potter. Non male come travestimento, no? Ma si può fare di più.

    Qualche anno fa, per il suo album Biophilia, Björk ha voluto trasformare la celesta e farla suonare in modo meno celestiale. Voleva riprodurre il suono del gamelan, cioè dei complessi musicali tradizionali indonesiani che accompagnano cerimonie religiose, spettacoli teatrali e danze nelle isole di Bali, o a Giava. Che strumenti si usano nel gamelan? Vari, ma quelli più singolari sono il gangsa e il kemanak.

    Il gameleste: la celesta che diventa gamelan

    Il gangsa è una specie di xilofono elaboratissimo, intagliato e dorato, con solo una decina di barre di ferro, ciascuna posizionata su singoli elementi risonanti, che vengono percossi con un legnetto. Il kemanak è un idiofono, cioè produce suoni mettendo in vibrazione il materiale di cui è composto: in pratica è un tamburo senza membrana, fatto tutto in bronzo, compreso il mazzuolo, meraviglioso, a forma di banana.

    Ora, che suono verrà fuori dagli strumenti di questa orchestra balinese? Esatto, metallico. Proprio ciò che voleva Björk: una celesta trasformata, diversa, meno argentina. Nasce quindi qualcosa che funziona come la celesta, ma suona come il gamelan: un nuovo strumento musicale, il gameleste. All’interno il meccanismo è lo stesso: i tasti azionano i martelletti che percuotono, ma al posto delle lamelle di metallo celestiali ci sono belle placche di bronzo d’ispirazione gamelan. All’esterno, lo scrigno che accoglie il marchingegno, abbandona l’aspetto del pianoforte da saloon, per prendere invece quello più serio e sacrale di un organo da chiesa.

    A questo progetto immaginifico hanno lavorato il percussionista britannico Matt Nolan, e l’artigiano islandese maestro dell’arte organaria Björgvin Tómasson, che insieme hanno esaudito il desiderio della geniale cantante islandese. Quindi alla fine il gameleste è un organo che suona come una celeste che suona come un gamelan.

    Che trasformismo!

    Fondazione Orchestra Regionale Toscana - Partita I.V.A. 01774620486 Privacy Policy | Cookie Policy Realizzazione sito WWS Snc