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  • Un violino per l’ORT | Intro



    In occasione dei 40 anni della Fondazione abbiamo chiesto ad un giovane liutaio di poterlo seguire nella costruzione di un violino. Lo strumento è nato il primo febbraio scorso. Accompagneremo il suo sviluppo un passo alla volta nell’arco di circa 12 settimane. Siamo intanto scesi nella bottega per conoscere meglio la persona dietro lo strumento.

    «C’era una volta…»
    «Un re!» Diranno subito i miei piccoli lettori.
    «No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno»

    La nostra storia non è famosa come quella di Collodi e del suo Pinocchio, ma inizia anche questa con un pezzo di legno, adagiato sul tavolo di una bottega a Badia di Settimo in attesa di essere lavorato da mani esperte. Protagonista di questo racconto è Lorenzo Belardi, liutaio fiorentino che abbiamo contatto per farci raccontare la creazione di un violino in tutte le sue fasi. Uno strumento la cui realizzazione richiede non solo competenze artigiane, ma anche passione, determinazione, attenzione ai dettagli e la capacità di trasmettere all’oggetto la sensibilità dell’artista.

    La professione Lorenzo non l’ha imparata sui banchi di scuola ma in età adulta nella bottega di un liutaio, a stretto contatto con il trentino Luca Primon, maestro d’eccezione nonché professionista riconosciuto a livello internazionale, capace di esaltare la sua passione per la musica e per la lavorazione del legno. Un rapporto intenso durato più di due anni. Un periodo trascorso a osservare i movimenti, l’utilizzo degli strumenti e la cura per i particolari, insegnamenti che lo hanno convinto a lasciare il lavoro per dedicarsi totalmente ad un nuovo mestiere. La sua formazione ha inoltre giovato dell’amicizia e del supporto di altri liutai, primo fra tutti Davide Sora, artigiano cremonese di fama salito tre volte sul podio della “Triennale Internazionale degli strumenti ad arco”.


    L’esperienza maturata cambia la sua vita. Il legno e la musica non più come passatempo ma come possibilità di esprimersi. Comincia così la sua carriera. La partecipazione alle più importanti fiere di Shangai e Pechino, dove conosce colleghi e commercianti, le visite in Val di Fiemme e in Romania, luoghi da cui provengono i materiali dei violini nostrani, ma soprattutto tempo e dedizione, aspetti fondamentali nell’arte della liuteria.

    Le parole di Lorenzo esprimono un amore incondizionato nei confronti del suo lavoro, e come una lama intagliano e delineano una storia ricca di particolari ed emozioni.

    Il materiale sul suo tavolo già mostra i segni preliminari del suo lavoro. Un semplice tratto a matita determina il corpo e il manico del violino già ben definito nella sua testa. Silenziosamente seguiremo come spettatori le diverse fasi di questa opera, dal primo intaglio alla verniciatura finale, e lasceremo siano le parole di Lorenzo a raccontare questo lavoro, cercando di cogliere i particolari che trasformeranno un inanimato pezzo di legno in un vivo strumento destinato a risuonare nel nostro Teatro.

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