Menu
  • it
  • en
  • Un violino per l’ORT | 1



    Seduti nella bottega di Lorenzo Belardi ascoltiamo le sue parole. Seguiamo il suo racconto attraverso le fasi di produzione di un violino a partire dalla prima nonché più importante: la progettazione.

    La creazione di un violino passa attraverso numerose fasi. La principale riguarda la progettazione che comincia con la scelta del modello. Se non ho richieste particolari da parte di un committente posso decidere in base ai miei gusti personali. Ognuno di noi d’altra parte ha delle preferenze, non solo estetiche, ma anche per quanto riguarda la costruzione attraverso cui esprimere la propria creatività e giungere al miglior risultato possibile. In altri casi la scelta ricade su quei modelli riconosciuti a livello internazionale come di qualità, aspetto che rassicura il commerciante o il musicista intenzionato all’acquisto.

    Pensando all’ORT, immagino uno strumento importante, un violino abbastanza rigido, resistente ma soprattutto dalla grande presenza. Direi dunque di produrre un modello Stradivari G, ovvero uno strumento leggermente più largo del formato classico, costituito da una cassa più grossa per un suono più deciso, capace di riempire e di guidare.

    La seconda scelta da prendere riguarda la verniciatura. Le tecniche possibili sono due: ad olio o ad alcol. Anche a riguardo ogni liutaio ha le sue preferenze ma spesso è il committente a decidere. Di fatto una non è migliore dell’altra ma è importante stabilirlo prima in quanto non tutti i legni si sposano bene con entrambe le tecniche. Esistono anche casi in cui è possibile utilizzare un mix fra le due. La ragione per cui scegliamo così presto questo dettaglio riguarda il tempo di produzione e decantazione delle vernici, spesso molto lungo. Decidendo adesso che lavorerò ad olio posso avviarne la preparazione così da portarmi avanti con il lavoro.

    A questo punto? Conosco il modello da produrre e aspetto la vernice da usare. Rimane la scelta del legno più adatto e non sempre è facile. Non tutti i tagli hanno le dimensioni corrette per diventare uno Stradivari G e non tutti vengono esaltati dalla verniciatura ad olio. Il legno utilizzato in liuteria, inoltre, deve rispettare rigidi parametri di abbattimento e stagionatura stabiliti per legge. In Italia utilizziamo l’acero proveniente dall’area balcanica della Romania per creare fondi, fasce e il manico; per le tavole armoniche e le parti strutturali della cassa, invece, viene utilizzato l’abete della nostra Val di Fiemme. In questa scelta ho deciso di inserire una variante spesso adottata dagli antichi liutai. Andrò infatti ad utilizzare per gli elementi strutturali un legno di salice, materiale preferito dallo stesso Stradivari. In generale ho optato per un legno il cui abbattimento risale al 2008, un’ottimo taglio dalle belle venature che da tempo speravo di usare.

    Sul tavolo, come potete vedere, ho già sistemato il materiale e tracciato un’idea iniziale, ma prima di proseguire è meglio riposare membra e idee; la creazione di un violino è un lavoro che richiede tempo e mente lucida…

    1. continua (la prossima settimana)
    Fondazione Orchestra Regionale Toscana - Partita I.V.A. 01774620486 - Privacy Policy - Cookie Policy - Realizzazione sito WWS Snc

    Notice: Undefined index: cookie_accetto_legge in /home/orchestradellatoscana/www/wp-content/themes/ort-theme/header.php on line 22